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Netflix entra in ANICA: darà una spinta al comparto audiovisivo in Italia?

Netflix entra a far parte dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali alla vigilia dell’apertura dei suoi uffici romani.

Sempre più incardinata nel sistema industriale cinematografico e televisivo (con buona pace di Cannes che non potrà tenerla alla porta a lungo, visto anche il forzato stop delle sale causa COVID-19), Netflix ha chiesto, e ottenuto, di entrare a far parte di ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali (con grande soddisfazone del Presidente dell’Associazione, Francesco Rutelli).

Si tratta di un passo importante che sottolinea anche il desiderio del colosso americano (che pare conti 183 milioni di abbonati nei 190 paesi in cui è attivo il servizio) di essere sempre più presente in Italia, non solo formalmente, ma produttivamente. L’ingresso nell’associazione precede l’apertura degli uffici romani della società fondata da Reed Hastings, in un’ottica di maggiori investimenti e produzioni locali da rivendere nel mondo. E questa politica glocal di Netflix ha già portato contenuti sia sul fronte cinematografico che seriale e dovrebbe vedere nel prossimo futuro un incremento di progetti audiovisivi: potremmo così vedere un nuovo polo fictional in Italia dopo quello Rai – che con Netflix ha firmato Suburra -, e Sky, mentre Mediaset, sempre meno attiva sul comparto fictional generalista, ha tentato la carta della coproduzione con Amazon Prime portando online Made in Italy.

Intanto Netflix, entrata anche nella Motion Picture of America, vede crescere i propri utenti e i propri consumi in epoca di quarantena praticamente mondiale. Vediamo cosa porterà in futuro questo ingresso Netflix in Anica: come spiega la nota ufficiale, i rappresentanti di Netflix parteciperanno all’attività dell’Anica, al Consiglio Cinema, Audiovisivo e Digitale e ai suoi Comitati, con l’obiettivo di condividere proposte per migliorare la regolamentazione in Italia, nell’interesse di creatività, produzioni e occupazione di una intera filiera, dal produttore all’esercente. Certo è che il momento è davvero particolare e di certo ‘favorevole’ a una piattaforma come Netflix, a fronte di una condizione che invece vede mai come oggi gli esercenti anello debole ed esposto più di altri alle conseguenze della pandemia. Ma l’ingresso di Netflix in Anica non è legato al contingente bensì, come spiega Rutelli, è figlio di un lungo percorso. Di certo in questo momento tutto è a favore delle piattaforme e l’industria cinematografica e seriale potrebbe approfittare di un traino, almeno sul piano creativo e produttivo.

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