Fuori Menù perde sapore: la rivalità esposta nasconde il sapore delle cose genuine

Il format portato al successo da Alessandro Borghese torna in tv a 10 anni dal debutto.

Toccare i classici è sempre un rischio: chi decide di riportare in tv un programma con una propria impronta e una propria personalità, che già non è sopravvissuto a un cambio di conduzione, ne è consapevole. Si spera. E si assume il rischio.

E così questo reboot di Fuori Menù spicca per piattezza: il gusto ruspante del format si perde in una conduzione che non spinge e non aiuta il racconto; si preferisce tentare di compensare con un casting sopra le righe, con la squadra Rossa che vince la puntata tra giarrettiere sul tavolo e presunzione in cucina, ma è l’unica punta di sale. E non ha a che fare col format, il che dice tutto.

Di quella sana ansia che attanagliava anche chi stava a casa durante la preparazione non c’è nulla: quella parte ‘crunchy’ scompare. Tutto risulta liscio e piatto come l’interno della cucina de L’Amuri, televisivamente perfetta come set, ma senza quel cuore ‘rustico’ che movimentava le riprese nelle prime stagioni. Si perde anche quell’idea di servizio professionale con i turni di pranzo e cena: un espediente narrativo molto semplice che però dava subito il senso di un contesto realistico e a suo modo intimorente.

Altro elemento distintivo dell’originale i sous-chef, cui si lasciava qualche confessionale e qualche commento sui concorrenti (confessionali invece qui riservati ai concorrenti e ai rivali). Qui i sous-chef sono invisibili e l’assenza di Sebastiano Rovida si sente tutta: quella punta di acidità che muoveva il racconto in cucina e che aiutava a casa a capire cosa stesse andando a rotoli è completamente scomparsa. Si prova a trasferirla su Carrara, ma Damiano ‘non è credibile’: lui è la parte ‘morbida’ di una ricetta che non esalta il suo ingrediente principale, ovvero la sfida con se stessi.

Si preferisce, invece, seguire dinamiche da sfida classica, tra concorrenti di cui però, onestamente, interessa poco. Si preferisce star dietro ai commenti di parte e antipatici dei rivali al tavolo e si perde il focus del format, quello di seguire con pathos la sfida di ciascuno chef con se stessi, con le proprie sicurezze, con le proprie ansie, con la propria hybris. Gli sfidanti erano un gadget: il cuore di Fuori Menù era tutto nel vedere  come se la cava in una cucina professionale e con i tempi di una linea uno che pensa di essere bravo in cucina e che crede di meritare un ristorante perché gli amici gli dicono che è il migliore. In questo senso il vincitore è irrilevante (ancor meno se conquista un robottino da cucina e non un montepremi, per quanto piccolo, in denaro) e invece in questa versione 2020 la sfida tra le coppie diventa centrale. E inutile.

Fuori Menù torna in tv con Damiano Carrara: anticipazioni prima puntata

Discovery rispolvera il classici: dopo il ritorno di Cortesie per gli ospiti, Real Time riporta sullo schermo anche Fuori Menù, uno dei capisaldi della sua iniziale programmazione e tra i format che hanno consacrato alla tv il giovane chef Alessandro Borghese. Dopo l’addio di Borghese e una brevissima parentesi con Ruspoli, già collega nelle prime edizioni di Cortesie, Fuori Menù torna in tv con Damiano Carrara a partire da questa sera, giove 9 aprile, dalle 21.00 su Food Network (DTT, 33).

Si sceglie di recuperare un format semplice nella struttura, dall’idea netta e dalla realizzazione economica che non a caso è durata per anni, mantenendo sempre alto il livello di ansia per chi è a casa, che parte con un pizzico di invidia e arriva alla fine contento di non essere lì a parare i danni di una linea mal riuscita.

Nella prima puntata in sfida Francesca e Clara, con un menù tutto barese, sfidano Mariella e Giovanna, che presentano piatti all’insegna della seduzione.

Fuori Menù 2020, il format

A più di 10 anni dopo il suo debutto, Fuori Menù torna in onda in una forma che ricalca le origini, con qualche variazione. Non cambia la strutura: in ogni puntata, infatti, due cuochi, ciascuno accompagnato da un amico o un parte in funzione di responsabile di sala, propongono un menu completo a 20 commensali che decreteranno la vittoria. In cucina, lo chef può contare su due professionisti che però eseguiranno solo gli ordini che riceveranno e non prenderanno iniziativa.

Cosa cambia?

Cambiano i tempi a disposizione: restano le due ore per la preparazione in cucina e in sala, ma c’è solo un’ora (e non un’ora e mezza) per il servizio.

Cambia anche il sistema di votazione: i clienti non dovranno indicare quanto sarebbero disposti a spendere, ma devono dare un voto da 1 a 10 per il menù e da 1 a 5 per la mancia, mancia il cui ammontare resterà nascosto fino alla fine della gara e che potrebbe ribaltare il giudizio finale.

C’è anche un’altra novità, ovvero la presenza tra i commensali della coppia di rivali, che possono votare e chiedere anche un ‘fuori menù’, ovvero una preparazione extra a loro scelta. E qui si sentono gli echi dell’esperienza di Little Big Italy.

Fuori Menù 2020 è prodotto da NonPanic Banijay per Discovery Italia e si compone di 10 puntate da un’ora.

Fuori Menù, come seguirlo in tv e in streaming

Il programma va in onda alle 21.00 il giovedì sera su Food Network (DTT, 33; Tivùsat Canale, 53) ed è disponibile su Dplay. La prima puntata va in onda in simulcast anche su Real Time.

Fuori Menù, second screen

L’hashtag è #FuoriMenu.

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