Coronavirus e paradossi: tutta Italia è davanti alla tv, ma a regnare sono le repliche

Quasi 32 milioni di persone davanti alla televisione e un palinsesto che, in compenso, è invaso da repliche. I paradossi del piccolo schermo al tempo del coronavirus

Un po’ come nella sigla dei Simpson: tutti sul divano davanti alla tv. L’emergenza coronavirus ha rinchiuso gli italiani in casa, più per obbligo che per piacere, con la televisione che, inevitabilmente, è tornata a riappropriarsi di un ruolo centrale in quanto a capacità di aggregazione.

Se il piccolo schermo boccheggiava e lanciava segnali di crisi, nelle ultime settimane si è assistito al processo inverso. In prima serata la platea televisiva ha sfondato il muro dei 32 milioni, con un aumento di almeno 5 milioni di spettatori rispetto ai tempi normali. Discorso simile per la fascia preserale dove sia i telegiornali delle 20 che i game show delle ammiraglie hanno visto un sostanzioso incremento di pubblico.

Davanti allo schermo ci sono più teste, ma essendosi al contempo ampliato anche il bacino d’utenza, lo share rimane pressoché stabile. Dettagli, perché in fin dei conti ci pensano i valori assoluti a regalare sorrisi e sensazioni dimenticate.

Gli spettatori si stanno però imbattendo in una programmazione quasi monotematica e zeppa di asterischi. Il bombardamento informativo sul covid-19 è spalmato dalla mattina fino alla notte, a cui si aggiungono gli stravolgimenti provocati dal virus, tra trasmissioni sospese, studi inagibili, spalti vuoti e un’invasione di repliche. Soliti Ignoti, Avanti un altro, Linea Verde, Ciao Darwin, L’Eredità, Verissimo, Stasera tutto è possibile, Fratelli di Crozza. Chi più ne ha, più ne metta.

Il paradosso è dietro l’angolo. Come in uno stadio stracolmo che si ritrova improvvisamente di fronte ad una partita tra squadre di serie C, la tv gioca al ribasso  nel momento di picco massimo rispolverando dal magazzino roba già vista, tutelando al contrario le nuove produzioni, messe in stand-by.

L’atteggiamento è quello che in genere si adotta in estate, quando le gente fugge al mare e in vacanza e di fronte al televisore rimangono pochi superstiti. Scenari opposti e agli antipodi che trovano nel ‘riciclo’ un inedito punto di congiunzione.

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