Banijay e quel quasi si dell'antitrust che apre le porte al gigante dell'intrattenimento

Quasi certo il si dell'antitrust per la nascita di un colosso per tutte le stagioni

In attesa che l’antitrust si pronunci sull'acquisizione di Endemol da parte di Banijay, si cominciano a intravedere i primi cambiamenti in un mercato televisivo che sembrare assomigliare sempre di più ad un monopolio.

Il primo protagonista di questo nuovo indirizzo è Filippo Cipriano che da qualche tempo non è più il CEO di Nonpanic Banijay. La società che produce format quali Matrimonio a prima vista e Camionisti in trattoria su tutti, ma anche rischiosi programmi meno riusciti (Eurogames trasmesso in autunno su Canale 5) ha quindi un nuovo amministratore delegato. Scelta che sembra preludere a quanto già avvenuto nel recente passato con la meno conosciuta Dry Banijay: ovvero l’assorbimento da parte di Banijay Italia (ex Magnolia) di tutte le società del gruppo legate all’intrattenimento. Cosa che la farebbe rimanere l’unica compagine del gruppo francese in Italia (insieme alle società di fiction Aurora e all’Officina di Fabio Fazio).

Se – come sembra – l’antitrust si mostrerà favorevole all’acquisto di Endemol da parte di Banijay, si verrà a creare la “strana” situazione che in Italia la stessa società produrrà i preserali, gli access di quasi tutte le reti. Per non parlare dei prime time (dall’Isola dei Famosi al GF passando per Pechino e Il cantante mascherato per citarne alcuni) spalmati anche sulle reti minori.

Viene da chiedersi se la Rai, Mediaset o Discovery si porranno la domanda sull’opportunità di consegnare le chiavi dell’intrattenimento a una sola compagine. Con il rischio che tutti i monopoli portano con sé. Senza concorrenza infatti la qualità dell’offerta (e non solo) inevitabilmente precipita. Speriamo non sia questo il caso.

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