MasterChef Italia 9, i finalisti: "Proposte di lavoro dai giudici? Ci contiamo..."

Maria Teresa, Davide e Marisa hanno raccontato il loro MasterChef, tra i momenti migliori, quelli peggiori e un futuro in cucina. E c'è anche chi ha visto le sue priorità cambiare.


"Lavorare in brigata con uno dei giudici? Aprire un ristorante tutto mio? Beh, ora che è finito MasterChef, perché no, cercando di far combaciare tutto il più possibile... Aspetto un bambino e ora è lui la mia priorità"

così Maria Teresa annuncia di vivere, dopo MasterChef, uno stato di grazia vista la prossima maternità. Un evento che però non sembra destinato a modificare la voglia di cambiare carriera e di dedicarsi alla cucina, magari facendo slittare i suoi progetti 'di un annetto'. Per ora in congedo di maternità dal suo precedente lavoro, non toglie gli occhi dall'obiettivo, quello di aprire un proprio ristorante, non senza prima aver studiato.

Per ora non è dato sapere se i giudici Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli, che pure hanno speso grandi lodi per i finalisti di MasterChef 2020, abbiano fatto loro concrete offerte di lavoro. Ora che il programma è ufficialmente finito ed eventuali collaborazioni non rischiano di essere potenziali spoiler (come già successo in passato) si può guardare a un futuro in brigata con i propri mentori. "Contiamo in qualche proposta...." dice Marisa che sfiorò un incarico 'in diretta' dopo aver replicato a specchio Linguine e Calamari di Chef Cannavacciuolo, già allora pronto a chiamarla nella brigata di Villa Crespi. Non è un caso che Cannavacciuolo sia proprio lo chef al quale Marisa dichiara di sentirsi più affine, umanamente e come idea di cucina ("senza nulla togliere agli altri due", ovviamente). "Proposte ricevute per lavorare in brigata? Diciamo di no...", risponde Davide, che lascia margini per qualche novità imminente. Chissà che non arrivi una chiamata da Londra per lui, che riconosce in Locatelli un riferimento: "I suoi sguardi e anche i suoi rimproveri, anche severi, mi sono serviti tanto, anche perché quando ti rimproverano così duramente vuol dire che ci tengono".

Ma MasterChef è stata di sicuro una grande occasione per imparare ("Molto più velocemente che in qualsiasi altra situazione", dice Maria Teresa) e per scoprire molto di sé e per definire la propria idea di cucina.

Marisa sembra avere le idee chiare:

"MasterChef non ha cambiato la mia idea di cucina, ma ho imparato tantissimo dagli chef. E poi c'è un ingrediente che porterò con me da questa esperienza, le animelle che ho mangiato da piccola, ma non avevo mai cucinato. Eppure mi hanno dato grandi soddisfazioni. E poi MCI mi ha insegnato che in una cucina professionale anche le cose più semplici non sono affatto scontate: col tempo ho imparato a gestire le emozioni e i tempi"

dice la ex infermiera (che ribadisce di aver lasciato il suo lavoro ed essersi cancellata dall'albo prima che questa esperienza iniziasse, proprio per sottolineare la decisione di cambiare vita). L'obiettivo in futuro, al netto delle esperienze interlocutorie, è quello di aprire un proprio ristorante

"anche se non credo sia una cosa immediata perché non penso di avere le competenze per aprire un ristorante. Prima devo studiare e investire e poi aprirlo".

Una posizione, quest'ultima, condivisa anche da Maria Teresa, che al netto della gravidanza intende prima professionalizzarsi nel settore, quindi avviare una possibile attività in proprio. Intanto Masterchef le ha regalato una migliore organizzazione del lavoro, da brigata stellata, e un inizio di rapporto con le carni rosse, che ha sempre avuto difficoltà a maneggiare. Un handicap non da poco per chi vuole competere a livelli 'stellari'.

La metodicità è anche una delle principali lezioni imparate da Davide:

"Sono tornato a casa molto più ordinatao e mia moglie ne è molto contenta (sorride). MasterChef mi ha fatto vedere davvero come è il mondo della cucina, in tutti i suoi aspetti. E sono proprio quelli che mi affascinano di più di questo lavoro".

MasterChef 2020, la nona edizione vista dai finalisti


Inutile dire che ormai passati mesi dalla finalissima, avendo avuto modo di rivedersi e di rivivere quell'avventura senza l'ansia della gara, i rapporti tra tutti sembrano molto più distesti, in primis tra Maria Teresa e Davide. Non sappiamo se arriverà mai una prenotazione a nome Tonetti nel ristorante di Maria Teresa, ma intanto i due mostrano animi ben più concilianti. Ma i concorrenti si sono riconosciuti in quel che è andato in onda o sono stati 'disegnati' così?

Maria Teresa non nasconde gli spigoli del suo carattere:

"Sicuramente quello che si è visto è parte di me e del mio carattere; ci sono altri aspetti, come l'emotività, che non sono venuti fuori, o sono venuti fuori meno, ma ci sta che in una gara venisse fuori lo spirito più competitivo e non i miei lati più emotivi".

Più sorpresi di sé che della loro rappresentazione, invece, Davide e Marisa, concordi nell'affermare che essersi visti dall'esterno ha raccontato loro molto di più di quanto sapessero o pensassero di loro stessi.

"Non mi ero mai visto mentre lavoro - confessa Davide - e quel mio modo di essere, un po’ soldato e molto concentrato, in realtà è in antitesi alla mia quotidiana estroversione". Insomma, un'altra persona.

Situazione molto simile per Marisa:

"Vedendomi dall'esterno do l’idea di una persona molto impostata. Ci sono momenti in cui non mi sono riconosciuta, altri in cui sembravo impazzita perché magari senza certi passaggi e certe situazioni alcuni comportamenti non si spiegano. Ma va bene così".

MasterChef 2020, la finale raccontata dai finalisti


Come spesso accade, a MasterChef la finale è sorprendente: da una parte la strategia degli avversari, dall'altra la complessa gestione delle emozioni non aiuta a tenere ferma mente e spirito. Lo spiega bene Marisa, cercando di spiegare cosa le sia mancato per vincere:

"La voglia di fare tanto non mi ha permesso di avere lucidità e di usare l'istinto, come invece faccio in cucina. Ci sono stati dei passaggi sbagliati, come il secondo piatto. Non ho avuto le idee abbastanza chiare. Forse sono arrivata in fondo troppo stanca".

Davide, invece, ne approfitta per chiarire cosa sia successo col dolce di Casagrande: è stata davvero mancanza di umiltà la sua, come condannato dai giudici che l'hanno destinato al quarto posto, o il compito assegnatogli da Maria Teresa era davvero improbo.

"Durante la preparazione ho cercato di essere il più tranquillo possibile perché il piatto era davvero complicato. Una volta completate tutte le preparazioni devo dire che mi sentivo davvero tranquillo, non era un atteggiamento. Solo dopo, quando ormai mancavano 10' alla fine ed era tempo di impiattare, mi sono reso conto dopo di aver usato l’abbatittore sbagliato. A quel punto era davvero difficile recuperare e sono andato nel panico. L'assegnazione di Maria Teresa ha decretato la mia uscita? Mah, sarebbe da ipocriti dire che non avrei fatto lo stesso. Ho sbagliato perché mi sono trovato un dolce sinceramente al di sopra della mia portata. E posso dire di non avere rimorsi. Mi è però dispiaciuto non poter presentare ai giudici il mio menù: avevo molte idee ma nulla per iscritto anche per scaramanzia. Mi sarebbe piaciuto mostrare ai giudici il mio mondo, quello che nelle prove magari non viene fuori: sarebbe stato un menu all'insegna delle basse temperature, che ormai mi contraddistinguono, e dei miei viaggi in giro per il mondo".

Maria Teresa, invece, non si imputa nessun errore particolare: "Mi sono giocata la finale con persone che stimo e per me va bene così". Ormai sembra davvero proiettata altrove.

 

Di certo porteranno con sé un'esperienza lunga mesi in studio e ancora di più, e diversa, in tv. Tra i bei ricordi nell'Esterna a Vico Equense - il momento migliore per Maria Teresa e Marisa - e la magia della cucinata con Vincenzo per un Neapolitan Ramen che è ormai nella storia del programma, tutti loro possono avere una consolazione: hanno dato vita a una delle finali più belle della storia di questo programma.

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