United States of Tara: 4 personalità in una per la serie di Diablo Cody e Steven Spielberg, da stasera su Mya

La protagonista di “United States of Tara” (da stasera alle 21 su Mya di Mediaset Premium) si fa spesso in quattro…letteralmente. Alla brava Toni Collette (candidata al premio Oscar come miglior attrice non protagonista per “Il sesto senso”) è toccato infatti il ruolo di Tara, madre e moglie affetta Disturbo Dissociativo di Identità, che la

La protagonista di “United States of Tara” (da stasera alle 21 su Mya di Mediaset Premium) si fa spesso in quattro…letteralmente. Alla brava Toni Collette (candidata al premio Oscar come miglior attrice non protagonista per “Il sesto senso”) è toccato infatti il ruolo di Tara, madre e moglie affetta Disturbo Dissociativo di Identità, che la porta ad avere dentro di sè ben altre tre persone distinte da lei.

Su di loro vertono i dodici episodi di questa serie, creata da Diablo Cody, premio Oscar per “Juno” e prodotta dalla Dreamworks di Steven Spielberg, che cercano di raccontare con ironia ma mai con troppa leggerezza la vita di chi affronta una dura malattia circondato dall’affetto e sostegno della propria famiglia.

A fare i conti con le personalità di Tara, infatti, ci sono anche Max (John Corbett, “The burning plan”), suo marito, i figli Kate (Brie Larson), ragazza ribelle, e Marshall (Keir Gilchrist), giovane gay dichiarato, nonchè la sorella di Tara, Chairman (Rosemarie DeWitt, protagonista di “Standoff”), unica a dubitare dell’effetivo disturbo della sorella. Tutti loro avranno a che fare con una delle altre tre personalità della protagonista. Ma chi sono?

United States of Tara
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C’è T., adolescente provocatrice che lega con Kate e cerca di sedurre Max; Alice, casalinga d’altri tempi (che ci sia qualche riferimento alla Mary Alice di “Desperate Housewives”?) in cerca di un figlio, e Buck, l’unica personalità maschile del quartetto, aggressivo, che non si nega spesso qualche birra.

Proprio come accade alle persone realmente affette da questo disturbo, anche Tara non sa quando aspettarsi l’arrivo dei suoi “coinquilini”: eventi esterni come lo stress, un cambiamento improvviso o una lite possono però far scattare in lei la molla e richiamare a galla T., Alice o Buck.

Una dura prova d’attrice per la Collette, che s’è trovata ad interpretare non uno, ma ben quattro personaggi diversi, cercando -e riuscendoci- di non cadere nell’eccessiva caratterizzazione dei vari ruoli ricoperti. Ad accorgersi della sua bravura è stata da subito la critica americana, i cui complimenti avranno di certo contribuito al raggiungimento dell’Emmy a sorpresa come miglior attrice comedy.

“United States of Tara”, nella sua originalità e personaggi, è una delle più belle sorprese dello scorso anno: curata nei dialoghi e non solo -date un’occhio alla sigla d’apertura-, ha confermato ancora una volta come chi cerca storie che senza scandali ed eccessivi budget sappiano emozionare debba andare sui canali via cavo, ormai veri osservatori della realtà ma anche audaci nello sperimentare.


United States of Tara
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