Vincenzo Mollica, 40 anni al Tg1 e il saluto alla Rai: "Grazie a tutti, anche ai figli de 'na mign0tta"

Ultimi giorni in Rai per Vincenzo Mollica, in pensione ufficialmente dal 29 febbraio 2020.

Un discorso sincero, commosso, ma nel quale non rinuncia al gusto della battuta:  Vincenzo Mollica festeggia i 40 anni al Tg1 e i colleghi salutano il ''Presidente' a pochi giorni dalla pensione con un brindisi che è anche occasione per una lezione di professionalità e di umanità.

Del telegiornale dell'Ammiraglia Rai, Mollica è stato uno dei volti più rappresentativi, più popolari, ma anche più criticati. Eppure Mollica ha scritto uno stile di racconto e di critica tutto suo e ha portato sul piccolo schermo un modo di parlare di spettacolo diverso da qualsiasi altro, conquistando l'affetto e la stima di molti nomi dello spettacolo, da Roberto Benigni - del quale ha accompagnato carriera e successo - a Rosario Fiorello, che l'ha voluto con sé in una veste inedita a Viva RaiPlay!. E proprio Fiorello, con Amadeus, ha omaggiato Mollica nel corso di Sanremo 2020 con un momento celebrativo, tra commozione e sorrisi, che ha visto anche un videomessaggio di personaggi cult dello spettacolo italiano, da Vasco Rossi a Stefania Sandrelli.

Il saluto del Tg1 è arrivato, invece, martedì 25 febbraio, il Martedì Grasso del 2020: ma la pensione di Mollica non è uno scherzo, anche se è stato accompagnato da molte risate, come testimonia il video pubblicato dal giornalista Leonardo Metalli sulla sua pagina Facebook e come testimoniato dalle Instagram Stories dell'account ufficiale del Tg1.

Con il direttore Giuseppe Carboni che gli regge il microfono ("perché oggi il Parkinson balla il Rock&Roll"), Mollica ringrazia il Tg1, i colleghi, anche i figli di mignotta:

"Come è stato stare 40 anni in Rai? Quando sono entrato ero con Enrico Mentana e ci sembrava Disneyland, [...] ora che ne esco sono felice di esserci stato. Sono sempre stato orgoglioso di lavorare per il Tg. Ma orgoglioso davvero"

dice Mollica, ricordando gli esordi e l'esempio del suo primo direttore, Emilio Rossi, e di Nuccio Fava, che lo segnalò al Tg1.

"Come è stato stare 40 anni in Rai? È stato semplice. Mi è sempre piaciuta l'idea del Servizio Pubblico e me la sono portata sempre dentro. Il Tg1 per me è diventato un sentimento: prima veniva la mia famiglia, poi il mio lavoro. Ho sempre considerato importanti le persone e non le casacche che vestivano, di cui non mi è mai importato nulla. Per me sono state importanti tutte le persone che hanno lavorato al Tg1: la nostra redazione, tutti gli impiegati, gli operatori, i tecnici, i documentatori, gli assistenti, tutta la mia redazione di Cultura e Spettacolo che ho visto nascere.  Sono state tutte persone, più che personaggi o casacche politiche indossate. Di che partito sono? Sono del partito di Corto Maltese, di Fellini, di Snoopy, di Mastroianni, Alberto Sordi, di Totò. Questi sono stati i miei punti di riferimento, da cui c’è molto da imparare”.


“Vorrei dire grazie e dire che a governarmi è stata sempre la passione, una parola importante... non perdetela mai quando fate questo mestiere perché è fondamentale. Mi ha tenuto in piedi per 40 anni al Tg1 e sono ancora contento di stare ogni giorno al Tg1 con la stessa passione del primo giorno. Voglio dire grazie a tutti quelli che mi hanno voluto bene [...] e anche ai figli de 'na mignotta: ci sono stati e ci saranno sempre. Sono una categoria particolare a cui bisogna dire grazie perché ci hanno indicato bene la strada che non dovevamo perseguire: dove andavano loro, non dovevamo andare noi. Questa è sempre stata la mia salvezza".

Un'ultima raccomandazione la riserva al direttore Carboni e a tutti i colleghi:

"Ringrazio il direttore Carboni, che tenacemente ha voluto questa festa, che io non volevo, ma che ora ringrazio. [...] Le persone, ricordatevelo sempre, le persone sono la sostanza. [...]".

In chiusura quella sferzata ironica che non manca mai:

"Sono entrato al Tg1 come un essere umano e ne esco come un pupazzo, un papero e persino un emoji! Grazie!”.

Ma la commozione si sente tutta.

In attesa di uno Speciale Tg1 su Mollica (mi stupirei non ci fosse), personalmente confido in un ritorno di Mollica nel suo Balconcino all'Ariston per Sanremo 2021. Visti i contratti di collaborazione e consulenza esterna stipulati con colleghi pensionati, non vedo perché non potrebbe essercene uno per una 'rubrica settimanale' del Tg1 che consacri il collegamento dall'Ariston come un format a parte che accompagni le prossime edizioni di Sanremo. A me, al pubblico, all'amico Fiorello che l'ha voluto fortemente anche nell'edizione di Amadeus di certo non dispiacerebbe, visto che ormai il Balconcino è un rito come il Festival stesso.

Probabimente Mollica direbbe no per tener fede a quel consiglio che gli diede Federico Fellini e che ripetè proprio a Sanremo, nel saluto ai colleghi della Sala Stampa:

"Federico mi disse ' Vincenzo, non sbagliare mai il tempo di un addio o di un vaffanculo... e aveva ragione".

Il suo addio al giornalismo 'attivo' lo ha fatto. Noi confidiamo comunque in un salutino ogni tanto...

 

Video e foto dall'account Instagram ufficiale del Tg1.

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