Amadeus su RTL 102.5: "Sanremo 2021? Attendo di capire da me stesso e poi..." (VIDEO)

Il conduttore conferma la soddisfazione per i risultati raggiunti ma frena sul festival dell'anno prossimo: "Ci vuole pazienza per il bis"

Sono passati solo 3 giorni dalla chiusura di un'edizione che non esitiamo a qualficare come indimenticabile per Sanremo 2020 sotto tanti punti di vista: colpi di scena, musica, ospiti e (soprattutto) polemiche. Amadeus - nonostante il suo volto si veda tutte le sere a Soliti Ignoti - si sta prendendo qualche giorno di detox dal lavoro (e ci crediamo bene!) ma c'è tempo per le interviste post evento, soprattutto se a fargliela è un'emittente radiofonica che per anni è stata casa sua: RTL 102.5.

Stamani durante il programma Non stop news condotto da Fulvio Giuliani, Giusi Legrenzi e Pierluigi Diaco il conduttore è intervenuto per commentare, fare una disamina del Festival che è stato. "Nella conferenza stampa di chiusura tu hai parlato di felicità - dice la Legrenzi - proviamo ad esplorarla"

Amadeus:


La felicità è data da una serenità che uno acquisisce, da un clima bello, dalle persone che ti vogliono bene, anche non quelle che hai comunemente vicino sempre in tutti i momenti positivi e negativi ma l’affetto della gente che è tantissimo. quello ti dà uno stato di felicità notevole. La felicità è data anche da un lavoro fatto bene, sono tante cose: il lavoro, lo sport, la passione, la soddisfazione per un obbiettivo raggiunto. Abbiamo diritto a provare ad essere felici.

I risultati d'ascolto (è risaputo) hanno dato ragione ad un grande lavoro organizzativo iniziato ad agosto 2019, giorno in cui al conduttore è stato dato in affido la conduzione e la direzione artistica della kermesse canora. I numeri però non sono l'unico elemento a bastare:


Quando io ho cominciato a lavorare a Sanremo - afferma Amadeus - già ad agosto avevo le idee ben chiare, nel senso che ho lavorato per questo ed era questo il Sanremo che volevo fare, malgrado le polemiche che capivo essere assolutamente sterili perché io so come sono. Io ero tranquillo, sereno e non ho mai avuto una reale preoccupazione perché stavo per fare la cosa che ho sempre sognato per tutta la vita. Ero tranquillo e mi sono goduto questo momento che sarà per me indimenticabile.

Il pensiero che persiste già dalla scorsa settimana è uno: Amadeus farà il bis? Sul dilemma lui frena, non vuole sbilanciarsi ma, per usare una metafora, la porta lascia entrare uno spiraglio:

Ci vuole pazienza. In questo momento qualsiasi mia risposta positiva potrebbe essere dettata dall’entusiasmo e quindi è pericoloso e qualsiasi no potrebbe essere dettato dalla stanchezze e altrettanto pericoloso. Adesso ci si prende qualche giorno di tempo e poi si riflette, è pur vero che per come sono fatto io sono felice di essere tornato alla mia quotidianità fatta del mio Soliti Ignoti tutti i giorni, dalla famiglia e dalle cose che amo fare tutti i giorni. Sanremo è un grande evento e se uno deve prepararlo come un evento è difficile farlo due anni di seguito. Però attendo di capire da me stesso, dopo ancora qualche giorno di riposo, che cosa è meglio fare per il Festival, per me e per tutti quanti. Bisogna avere la mente carica per poterne fare un altro nel migliore dei modi perché i risultati, ovviamente, capodanno l’obbligo di doverlo fare, quando sarà un altro, al meglio.

Oltre la musica e la gara che ora proseguirà per la sua strada in radio e nelle piattaforme digitali, Sanremo ha collezionato in 5 giorni una quantità importante di momenti emozionanti. Si cita il ricordo di Fabrizio Frizzi cui è stato tributato una standing ovation nel giorno del suo compleanno:

Io sono contento che si ricordi questo perché quelle sono cose che nascono spontanee. Io non riesco a mentire, non amo le ipocrisie o le cose pompose per fare audience o pubblicità o per mettermi una medaglia al petto. quando faccio una cosa l’idea è di farla con il cuore e quando ho chiamato Carlotta Mantovan dicendole che avrei avuto piacere perché era il compleanno di Fabrizio lei mi ha risposto “solo perché me lo hai chiesto tu e mi hai spiegato come lo vuoi fare vengo volentieri”. L’ho fatto esattamente come ho spiegato a lei, come si dovrebbe fare tra due amici e gli amici non siamo solo io e Fabrizio ma il pubblico perché credo sia una delle persone più amate della storia della televisione e il pubblico avrebbe festeggiato così, anche perché lui non amava le cose pompose ma era una persona assolutamente discreta e di una simpatia contagiosa.

E di Paolo Palumbo, il 22enne sardo malato di Sla ospitato nella seconda serata del 5 febbraio per poter portare sul palco il suo brano scartato a Sanremo Giovani: Io sono Paolo.

La stessa cosa per Paolo, l'ho invitato il giorno dopo che non era passato alle selezioni successive dei giovani e anche con lui ci siamo sentiti più volte al telefono e doveva essere lui il protagonista non solo per la canzone ma per permettergli di raccontare ciò che ha voluto raccontare. Ha scritto quella lettera e mi ha chiesto di poterla leggere e gli ho detto assolutamente sì, non ho pensato all’audience o ad altro ma solo la possibilità di realizzare il suo sogno come io stavo realizzando il mio.

Amadeus chiude l'intervista con uno dei passaggi più forti della settimana sanremese, l'arrivo di Roberto Benigni:

Ci siamo sentiti una volta dove lui mi ha fatto sapere che stava riflettendo sul fatto di venire al Festival di Sanremo e questa cosa mi ha sorpreso, era quasi nove anni che non veniva e allora ci siamo incontrati. Abbiamo fatto un piacevolissimo pranzo insieme, è una persona di una semplicità e simpatia travolgente, e mi ha detto ‘Se a te fa piacere vorrei venire a Sanremo’. Io gli ho detto ‘Mi fa piacere e ti vengo a prendere ovunque tu sia perché per me è una grande gioia” e non ho voluto sapere minimamente che cosa avesse presentato. Ho detto ‘No Roberto, per me sei un assoluto fuoriclasse, sei un premio Oscar, tu puoi venire sul palco di Sanremo e dire e fare ciò che desideri. Io non voglio sapere niente e sarà una sorpresa anche per me”. Devo dire che è stata una cosa molto alta, particolare, fortissima che rimarrà nella storia del Festival.

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