Sanremo 2020: un Festival che ha fatto rumore e dove ha vinto l’amicizia

Bilancio super positivo per la settantesima edizione del Festival di Sanremo

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E’ stato tutto bello, veramente molto bello, con ascolti stellari, giustamente stellari. Alle due e mezza di domenica 9 febbraio 2020 si è chiusa la settantesima edizione del Festival di Sanremo con la vittoria di Diodato con il pezzo “Fai rumore”. Una vittoria cristallina per una canzone molto bella scritta ed interpretata da uno dei cantautori più eleganti e raffinati del panorama musicale italiano, uno che ha fatto tanta gavetta negli anni e che ha saputo raccogliere ciò che ha seminato.

La vittoria di Diodato e della sua canzone sono la giusta consacrazione di un Festival molto bello che ha deviato molto spesso dalla sua architrave, che è la gara, allo show puro con il più bravo showman del nostro panorama televisivo: Fiorello, guidato ed accompagnato da uno dei conduttori più bravi della nostra tv: Amadeus.

La scelta di affidare ad Amadeus Sanremo 2020 fatta dall’ex direttore di Rai1 Teresa De Santis, ha anche in qualche modo sancito il riappropriarsi da parte della televisione pubblica, scegliendo uno dei suoi veri alfieri, del suo evento più importante, una via questa che non deve essere assolutamente tradita nelle prossime edizioni.

Sanremo ha vinto anche grazie ad una parola, forse da qualcuno ritenuta un po’ vetusta nel mondo di oggi e sopratutto abusata: amicizia. Questa è l’era dei social in cui molti si vantano di avere tanti “amici”, ma la vera amicizia è altra cosa, la vera amicizia è appunto un seme (giusto per tornare a Diodato) che germoglia giorno dopo giorno, ora dopo ora e che sicuramente non nasce con qualche riga, magari a commento di qualche foto postata in un profilo instagram o di qualche altro social.

Ebbene, l’immagine finale di questo Festival è l’amicizia vera fra Amadeus e Fiorello, che non si misura nelle pur divertenti gag che li hanno visti protagonisti, ma negli sguardi, dolci e al tempo stesso complici di due amici veri, che la gavetta, quella vera, l’hanno fatta dai villaggi turistici in poi. Anni di camere d’albergo da una stella, di complicità artistiche fatte di tante idee ma pochi denari.

Ecco a me piace ricordare Sanremo 2020 fotografando nella mente quegli sguardi, sguardi di amicizia vera, pura, che hanno dato a questo Festival una connotazione sincera, fatta di un sentimento, fra i più belli che esistono, che si chiama amicizia.

Diceva Albert Camus :

“Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico.”

Amadeus e Fiorello hanno camminato fianco a fianco guardandosi negli occhi e hanno reso questo Festival, quello che è stato.

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