Locke and Key su Netflix: quando Hill House incontra Piccoli Brividi (Recensione in anteprima)

Da venerdì 7 febbraio su Netflix la serie tv adattamento del fumetto di Joe Hill

Arriva da venerdì 7 febbraio su Netflix Locke & Key atteso adattamento della saga a fumetti di Joe Hill che ha anche contribuito alla sceneggiatura della serie oltre a figurare tra gli autori della puntata finale. La serie tv è sviluppata da Carlton Cuse, reduce da Lost e Bates Motel, insieme a Meredith Averill già dietro al successo drama/horror di Netflix di Hill House.

La serie ha avuto una lunga gestazione, addirittura un primo pilot risale al 2011 quando venne sviluppato per il canale broadcaster Fox, successivamente Cuse e Hill presentano alla piattaforma di streaming Hulu una nuova versione, ma nemmeno in questo caso si arriva a un ordine definitivo. Ci pensa Netflix a ordinare direttamente 10 episodi della serie insieme all’arrivo nel progetto di Averill.

Le chiavi del mistero…

Locke & Key è l’adattamento di un fumetto omonimo, quindi in molti conosceranno la storia e soprattutto avranno la propria opinione su come le immagini su carta avranno preso vita.

Al centro delle vicende ci sono tre fratelli Locke, il piccolo Bode (Jackson Robert Scott), Kinsey (Emilia Jones) e il più grande interpretato da Connor Jessup visto nella seconda stagione di American Crime. Dopo la morte del padre, i tre vengono trascinati dalla madre Nina (l’ex Scandal Darby Stanchfield) in Massachusetts, nella città di origine del padre, dove si trasferiranno nell’antica magione Locke.

Quello che i tre ragazzi non sanno è che la loro vita sta per cambiare ulteriormente. Infatti all’interno della casa sono nascoste delle chiavi magiche che solo loro possono trovare e che dovranno difendere da un misterioso demone interpretato da Laysla De Oliveira. La serie unisce elementi soprannaturali con tratti da teen drama e family drama inserendo qua e là punte di horror. Lo sviluppo degli episodi è quindi costruito intorno alla progressiva scoperta delle chiavi, della loro funzione, da parte dei tre ragazzi Locke, a partire dal piccolo Bode.

…tra Piccoli Brividi e Hill House: il genere Netflix

Ultimamente essendo molti prodotti seriali adattamenti di fumetti, film o romanzi si tende a concentrare l’attenzione solo sul raffronto con quanto esiste, dimenticandosi però che il prodotto seriale alla fine deve funzionare al di là del suo passato ma anche in funzione della sua esistenza.

Partendo da questa idea Locke & Key è quindi un prodotto perfetto per la piattaforma di streaming Netflix e probabilmente non potrebbe esistere altrove. Visivamente colpisce per una fotografia accesa, cupa ma senza essere oscura, che l’HD e ancor più il 4K riesce a valorizzare, riempiendo qualsiasi tipo di schermo di immagini colorate e vivaci che non permettono distrazioni. La colonna sonora è accattivante, ritmata e profondamente contemporanea. Tutto è perfettamente coerente con l’ambiente in cui la visione si svolge.

Locke & Key è l’ennesima conferma di come la piattaforma globale con 167 milioni di abbonati dagli Stati Uniti al Sud Africa, dall’Italia all’Argentina sia riuscita nel suo intento di creare un genere che va oltre gli steccati, un “genere Netflix” che ci porta a rompere ogni elemento tradizionale di valutazione del prodotto seriale. Una tipologia di contenuto capace di rispondere agli interessi e alle esigenze del pubblico che lo guarda dalla tv, da un tablet, da un pc, da qualsiasi schermo e in qualsiasi luogo. Questa standardizzazione ha degli elementi ricorrenti e funziona soprattutto in una visione “frenetica” da binge watching o quasi, nel giro di pochi giorni l’esperienza deve finire perchè altrimenti si perde la magia.

Autori e attori si mettono così a servizio del mezzo. L’abilità di Carlton Cuse con il racconto seriale si ritrova tutta nelle prime puntate, più episodiche, quasi da prodotto generalista, in cui c’è la scoperta di una chiave e la trama orizzontale legata ai personaggi che viene portata avanti. La passione per le antiche case piene di stanze, di legno, di porte da aprire, di angoli da scoprire accomuna Cuse e Averill ma in Locke & Key non c’è l’ansia dell’ignoto di Hill House o la fobia degli altri di Bates Motel.

Nella serie ogni elemento leggermente più pauroso viene smussato dal teen drama, dagli amori adolescenziali, dalle rivalità scolastiche tra ragazzi e tutto rimanda a una ricostruzione della paura adatto ai più giovani come nella vecchia serie di Piccoli Brividi. In questo modo la serie diventa l’ibrido ideale capace di appassionare chi ritrova le tavole del fumetto, chi è reduce da Tredici o Sex Education, chi ha appena finito Hill House, catapultando l’utente in un nuovo gorgo seriale all’interno della piattaforma.

Se i primi episodi nella loro semplicità si salvano grazie a un buon ritmo, la sceneggiatura sbrodola negli ultimi episodi, ricchi di contraddizioni e forzature con elementi costruiti solo e soltanto per arrivare all’obiettivo desiderato.

Locke & Key è una serie tv adatta al pubblico di Netlfix, ma che difficilmente pescherà spettatori non abbonati. E forse è giusto sia così, almeno per il momento.

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