Ognuno è Perfetto, Cristiana Capotondi a Blogo: "Quest'esperienza è stata un atto di leggerezza, una libertà, mi ha insegnato tante cose" (Video)

Le dichiarazioni di Cristiana Capotondi a margine della conferenza stampa di Ognuno è Perfetto.

Cristiana Capotondi è la protagonista di Ognuno è Perfetto, la nuova serie di Rai 1 che andrà in onda, in prima serata, lunedì 16, martedì 17 e lunedì 23 dicembre 2019, diretta da Giacomo Campiotti.

L'attrice romana interpreta la parte di Miriam, proprietaria di un'azienda di cioccolato a conduzione familiare, aperta e disponibile nei riguardi dei ragazzi disabili. All'apparenza, Miriam è una donna forte e determinata ma, in realtà, nasconde una grande ferita: la perdita della figlia di 12 anni con Sindrome di Down che ha ispirato l'apertura del reparto packaging dell'azienda ai disabili. Miriam affronterà e condividerà questo dolore grazie all'incontro con Ivan, interpretato da Edoardo Leo, padre di Rick, ragazzo down che verrà assunto da Miriam.

A margine della conferenza stampa di presentazione della serie, Cristiana Capotondi ha rilasciato altre dichiarazioni anche ai microfoni di TvBlog.

Di seguito, trovate le dichiarazioni dell'attrice:

Volevo fare questa esperienza ma avevo anche un grande dubbio. Il set è stato totalmente "sgrammaticato" però, è stata una libertà. Quest'esperienza è stata un atto di leggerezza, mi ha portato leggerezza. Mi ha anche insegnato delle cose: rispetto alle cose che pensavamo questi ragazzi potessero fare, in realtà, hanno fatto molto di più. I ragazzi sono stati stimolati, sono stati messi in un contesto che non conoscevano e hanno risposto, imparando. Questi ragazzi ci hanno stupito e mi hanno convinta del fatto che, molto spesso, i limiti che ci poniamo da soli non hanno a che fare con la realtà. Miriam è una donna particolare, una donna vivace, esuberante, ha un modo sfidante nei confronti del genere maschile. Le cose, per lei, cambieranno quando questo ragazzo, Rick, verrà assunto dalla sua azienda. Questi ragazzi sono come noi, hanno i nostri stessi istinti. Questi ragazzi, come noi, hanno la stessa voglia di mettersi al servizio della comunità, di sentirsi utili. Il mio personaggio assume questi ragazzi a causa di un suo fatto personale. Questa esperienza mi ha lasciato l'idea che ci si debba relazione con queste persone come con degli esseri umani identici a noi, trattarli senza pietismo, con schiettezza. Questa storia parla con schiettezza anche delle famiglie in cui ci sono ragazzi con Sindrome di Down. Certi argomenti vengono considerati tabù in maniera un po' retorica. L'esasperazione a non dire certe parole, a non raccontare la realtà, fa sentire le famiglie più sole. Se il problema è comune, invece, ci si può aiutare. Queste storie aiutano a far comprendere il fatto che queste famiglie sono famiglie normali. Questi sono figli della nostra terra e fanno parte di noi.

Nel video, trovate le dichiarazioni integrali di Cristiana Capotondi.

  • shares
  • Mail