Telethon 2019, Marco Giallini si commuove con la storia del presidente UILDM (VIDEO)

Marco Giallini e Marco Rasconi raccontano l'uno la vita dell'altro, ma l'attore non riesce a trattenere le lacrime.

Come ogni anno, Telethon offre momenti magici. La Festa di Natale - Una serata per Telethon in onda ieri sera, sabato 14 dicembre, su Rai 1, con la conduzione di Antonella Clerici, ne ha offerto più di uno. Difficile dimenticare l'ingresso di Pippo Baudo, che 30 anni fa condusse la prima maratona, lo sguardo commosso di Pierfrancesco Favino, sia pur avvezzo alla gestione delle emozioni, e le lacrime nascoste di Marco Giallini. L'attore romano ha combattuto per superare la commozione, per dar voce - senza incrinature - alla storia 'normale' e 'straordinaria' di Marco Rasconi, oggi Presidente dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM). Una missione che si direbbe semplice per un attore consumato come Giallini, ma la sua spontaneità ha avuto la meglio.

Il momento tv prevedeva che i due Marco si 'scambiassero' le storie, raccontassero ognuno la vita dell'altro, in poche frasi. Da una parte il romanaccio Giallini, appassionato di calcio, laureatosi in Lettere a 36 anni mentre inseguiva la passione per il teatro; dall'altro il giovane Rasconi, appassionato di rugby alle prese con  l’atrofia muscolare spinale (SMA), ma anche con lo studio, le cure, l'amore.

Giallini fa di tutto per ricacciare indietro le lacrime, per nasconderle alle telecamere (che va detto non indugia, come vuole lo stile della Festa di Natale di Telethon), per dar forza alla sua voce: il tentativo non riesce, ma regala uno dei momenti più emotivamente intensi della serata. E se possibile l'occhiolino sorridente che il presidente Rasconi gli rivolge alla fine dell'esibizione è ancora più potente delle lacrime.

I sorrisi, più che la commozione, sono state il motore della Festa di Natale di Telethon 2019: la festa è ormai la cifra, da anni, del racconto. La festa per le malattie sconfitte, l'impegno per la ricerca degli scienziati, la luce della speranza che resta accesa grazie alle donazioni sono le linee guida del racconto tv e Antonella Clerici riesce ad esserne la vestale. Ed è un modo di raccontare decisamente più difficile del melodramma: come riesca la Clerici a mandare avanti un programma così, per tante ore, a occhi asciutti e con la voce sempre squillante resta un mistero glorioso. Chapeau.

E ricordiamo che è possibile donare fino al 31 dicembre al numero solidale 45510.

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