Fuori dal coro, Salvini intervistato mentre mangia i pop corn

A Fuori dal coro Mario Giordano inaugura la sala cinema. A beneficiarne è Matteo Salvini, intervistato per quasi un'ora con i pop corn in mano. L'ex ministro: "Un modello di tv pane pane e vino al vino". Il format verrà riproposto anche con gli altri leader?

Forse alla fine ha davvero ragione Ubaldo Pantani: Fuori dal coro è davvero ‘oltre’. Talmente oltre da inaugurare l’intervista con i pop-corn. A beneficiare del trattamento è Matteo Salvini, lo stesso che un entusiasta Mario Giordano aveva introdotto al PalaDozza di Bologna la settimana scorsa.

Il leader della Lega entra in scena quando a Cartabianca è terminato il faccia a faccia tra la Borgonzoni e Bonaccini. Una coincidenza, o probabilmente una mossa studiata a priori per non oscurare la performance della candidata alla Regione Emilia-Romagna.

Nel programma di Rete 4 si ricostruisce una sala cinema dove proiettare volti e dichiarazioni dei principali avversari di Salvini. Ci sono Conte, Renzi, Grillo, la Trenta, Di Maio, un barcone pieno di migranti e persino lo scrittore Carofiglio.

L’atmosfera, grottesca, è da stanza segreta di Domenica Live con un pizzico di Senso della vita. Giordano lo definisce ‘Nuovo Cinema Italia’ e, oltre ai sacchetti di pop-corn, appaiono pure i panini con le sardine. Un assist perfetto per consentire a Salvini di commentare il nuovo movimento che ha già riempito le piazze di Bologna e Modena. Sarà così per tutto il tempo: cross perfetto e stop di prima, per quasi un’ora di chiacchiere in libertà.

Il contraddittorio non si vede, né tantomeno la cosiddetta ‘seconda domanda’, quella posta per obiettare alla prima risposta. Non è un interrogatorio a Salvini, semmai una richiesta all’ex ministro di giudicare i comportamenti altrui. Un po’ come se all’esame di maturità si limitassero a chiederci un parere sulle performance dei nostri compagni di classe. Il sogno di tutti, no?

Loro dicono di aver salvato l’Italia”, “Lei ha accusato Conte di alto tradimento sulla vicenda del fondo salva Stati”, “Gli sbarchi sono ripresi”, “Renzi dice che ha pronto un piano da 120 miliardi di euro” e così via.

Le è piaciuto questo cinema?”, domanda il giornalista alla fine della corsa. “È un modello di tv pane pane e vino al vino. Magari qualcuno ti accuserà di qualunquismo, semplicismo e populismo perché non parli di filosofia”, ribatte Salvini.

La filosofia in televisione annoia tutti, un ritorno alla cara e vecchia separazione dei ruoli tra intervistatore e intervistato sarebbe invece gradita. Con un dubbio finale: il format ‘nuovo cinema Italia’ coinvolgerà anche gli altri leader?

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