Non è l'Arena diventa 'speciale' per una sera. L'escamotage per non risentire dello share in calo

Non è l'Arena chiude alle 23 a causa delle elezioni in Umbria e diventa eccezionalmente 'speciale'. Un escamotage per non risentire del calo dello share. Discorso simile per L'Eredità che ha aggiunto la dicitura 'weekend'

Tu chiamali se vuoi dettagli. Ma in tv – e non solo – sono i dettagli a fare la differenza. Come nel caso dei titoli dei programmi che cambiano intestazione senza che lo spettatore comune si accorga minimamente delle modifiche.

Ci sono le ‘anteprime’, gli ‘aspettando’, le prime e seconde parti. Tutto in funzione degli ascolti, da isolare e valorizzare, così poi da poter prendere in considerazione il dato che più esalta la trasmissione, la rete e dunque l’azienda.

Seguendo questo filone, ecco quindi la comparsa sporadica delle denominazioni inedite, come nel caso di Non è l’Arena che, domenica sera, ha aggiunto la dicitura ‘speciale’. Ma cosa aveva davvero particolare il programma di Massimo Giletti? Nulla, se non la durata ridotta del talk a causa del passaggio della staffetta alla maratona elettorale di Enrico Mentana per il voto umbro.

La chiusura alle 23 anziché all’una di notte ha impedito a Non è l’Arena di recuperare lo share in seconda serata, ritrovandosi al contrario schiacciato nella piena sovrapposizione con Che tempo che fa, la fiction Imma Tataranni e il posticipo di Serie A. Non a caso, la percentuale dal 5,6 di una settimana prima è calata fino al 4,3.

Lo ‘speciale’, tuttavia, consentirà a La7 di tagliare fuori la zavorra dal computo generale, che non risentirà del crollo degli ascolti.

Restando al fine settimana, inoltre, non è passato nemmeno inosservata la comparsa del marchio ‘weekend’ al fianco de L’Eredità. Pure qui la media complessiva non risentirà più degli episodi del sabato e della domenica, che subiscono un evidente appannamento rispetto alle uscite nei giorni feriali.

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