L'agenda di Enrico, l'irresistibile viaggio nel mondo di Lucherini. Riccardo Rossi va oltre la semplice intervista

L'agenda di Enrico è un viaggio irresistibile nel mondo folle e crudele di Lucherini. Aneddoti e segreti dello spettacoli raccontati in un faccia a faccia che vanno oltre la semplice intervista, con Riccardo Rossi perfetto assistman

Impossibile definirlo un nuovo format anche perché ci troviamo di fronte alla formula più antica del mondo: l’intervista. Ma L’agenda di Enrico è qualcosa di più di un ‘domande e risposte’. E’ un viaggio esilarante e assurdo nel mondo del cinema, tra segreti e rivelazioni che a fatica troverebbero ospitalità in un normale talk televisivo.

Enrico sarebbe Lucherini, press agent più famoso d’Italia che ha percorso l’ultimo mezzo secolo dello spettacolo italiano. Un mostro di aneddoti e uscite geniali, ma anche trovate a ‘tradimento’ messe in piedi al solo scopo di costruire l’evento attorno ad una vicenda che di evento non aveva niente.

A fargli da complice c’è Riccardo Rossi, una sorta di assistman che agisce per sottrazione, lasciando parlare Lucherini senza la necessità e la volontà di impossessarsi dei riflettori. La sua presenza, tuttavia, è un valore aggiunto e il motivo è subito spiegato: “Nel 1988 ho lavorato per un paio d’anni nell’ufficio stampa di cinema più famoso d’Italia. Da Enrico ho imparato che dietro quel mondo di lustrini ci sono tante fragilità e per costruire un mito c’è tanto lavoro dietro”.

Il confronto si svolge 'a casa' dell’intervistato. Niente pubblico, zero applausi, nessun falso imbarazzo. Rossi già conosce le birichinate dell’interlocutore, divenute persino un neologismo sul vocabolario Treccani. La ‘lucherinata’ è pertanto quella bufala d’autore “che avvia un turbine di voci e notizie”.

E di trovate Lucherini ne ha da riempirne un’alfabeto, da A alla Z. “Quel termine non mi piace – confessa – le lucherinate servivano soprattutto ai film che non pensavo potessero ottenere successo”.

Come Helga, pellicola didattica del 1967 dedicata al concepimento, alla fecondazione e alla nascita. Una roba “orribile” che l’agente lanciò posizionando un’ambulanza finta davanti al cinema che avrebbe trasportato una serie di comparse pagate dopo dei falsi svenimenti. Andò persino peggio ad Oriana Fallaci, ingannata pur di ottenere una copertina su L’Europeo: “Le dissi che Laurent Terzieff era in fin di vita e che le davo l’occasione di fargli l’ultima intervista sul letto di morte. Non era vero niente. Ammetto che fu una cosa antipatica”.

Spassosi invece gli aneddoti su Nikita (“l’attrice Anne Parillaud accettò di svolgere una conferenza stampa, a patto che nessuno osasse porle delle domande da sinistra”) e sul Gattopardo, con un vero ghepardo preso in prestito da un circo per scattare la foto di locandina (“la Cardinale era terrorizzata”).

Rossi integra e offre spunti, senza mai oscurare il protagonista, dimostrando altruismo (qualità rintracciabile pure ne I miei vinili) e dimostrando di essere immerso completamente nell’universo illustrato da chi gli è di fronte.

L’agenda di Enrico, trasmesso mercoledì sera su Rai 5, avrebbe forse meritato spazio su una rete meno marginale. Ma a pensarci bene l’idea della nicchia ha reso il tutto più inedito.

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