Le Parole della settimana, duello tra Roberto Burioni ed Eva Riccobono sull'omeopatia

A Le Parole della settimana curioso confronto sull'omeopatia tra Burioni e la Riccobono, dopo che la modella ha confessato di aver "curato" una cistite con tale pratica. Il medico: "Nessuna efficacia"

Duello sull’efficacia dell’omeopatia a Le parole della settimana. I protagonisti? Distantissimi come mondi ed esperienze: da una parte Roberto Burioni, che sul tema ha da poco pubblicato un libro, dall’altra la modella e attrice Eva Riccobono.

I due si ritrovano nello studio di Massimo Gramellini per motivi diversi, ma il confronto diventa inevitabile quando la Riccobono racconta di una cistite “curata” proprio grazie all’omeopatia.

Sì, uso l’omeopatia. Ho delle esperienze personali che hanno cambiato il mio stile di vita. Prendevo antibiotici in quantità industriale, sono andata a farmi visitare da luminari fino a che, disperati, mi hanno detto: ‘non so darti la soluzione, prova ad andare da un medico omeopata’. Da lì ho iniziato a prendere dei preparati con assoluta malafede, ma ero arrivata allo stremo delle forze. Mi ha liberata da questa patologia. Mi spieghi lei cosa è accaduto”.

Burioni, imperturbabile, spiega di non essere sorpreso, anticipando che nel libro sono presenti casi simili a quelli esposti dall'interlocutrice.

“È un racconto tipico. Lei è una persona in assoluta buonafede che dice di essere stata molto meglio. La domanda da porci è: ‘è guarita grazie al preparato, o sarebbe guarita comunque? Non possiamo tornare indietro. Si prendono allora 500 pazienti e si separano in due gruppi. A uno si somministra il principio attivo, ad un altro il placebo. Tutte volte che e’ stata studiata l’omeopatia non è stata provata alcuna efficacia”.

Gramellini, col sorriso sulle labbra, sottolinea il tono sicuro di Burioni e la Riccobono si allinea: “Lui è convinto…”. Pronta la controreplica piccata del virologo: “No, è così. Non sono convinto”.

Seguono secondi di imbarazzo, annullati solo dal cambio di argomento: “Ma parliamo di Toninelli…”.

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