A Dritto e rovescio il retroscena dell'uomo misterioso con la voce di Underwood. Ma Santoro aveva anticipato tutti

A Dritto e rovescio un uomo misterioso con la voce di Frank Underwood ricostruisce le trame che hanno portato alla caduta del governo giallo-verde. Ma la stessa idea l'aveva partorita Michele Santoro a Servizio Pubblico

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” diceva Lavoisier, scopritore di  un principio della chimica che potrebbe essere prestato tranquillamente anche alla televisione.

Succede infatti che a Dritto e rovescio (qui la recensione della prima puntata) rispunti la tecnica del retroscena politico affidato ad una gola profonda misteriosa. Luci soffuse, volto oscurato e voce presa in prestito nientemeno che da Roberto Pedicini, doppiatore tra gli altri di Kevin Spacey.

E proprio Spacey è l’eterno anello di congiunzione tra i talk per via di quel Frank Underwood che per anni ha appassionato il pubblico alle trame intestine della Casa Bianca.

Insomma, se c’è complotto c’è Underwood e se c’è Underwood deve esserci Pedicini, che con il suo timbro rievoca trame segrete e pugnalate alle spalle.

Peccato solo che già nel 2015 Michele Santoro avesse sfornato l’idea gettando nella mischia tal Nazareno Renzoni. Nome allusivo riferito al famoso patto andato in scena nella sede romana del Pd e cognome che altro non era che una fusione tra Renzi e Berlusconi. La faccia all’epoca era di gomma e le ricostruzioni venivano imboccate dal giornalista dell’Huffington Post Alessandro De Angelis. Dalle trattative per il Quirinale alle possibili alleanze in Parlamento post-voto, Renzoni ogni settimana diceva la sua, prima a Servizio pubblico e in seguito a M, quando Santoro riapprodò su Raitre.

Da Del Debbio invece il servizio di Francesca Fogar è legato alla caduta del governo giallo-verde e all’autogol compiuto da Matteo Salvini, presente in studio:

“Dopo le elezioni europee Salvini era diventato il nemico numero uno anche tra i suoi alleati. I Cinque Stelle temevano di andare al voto e in Europa erano spaventati. Hanno fatto sapere al Vaticano e al Quirinale che un governo giallorosso sarebbe stato gradito all’Europa. Salvini ha fiutato l’aria e si è messo d’accordo con Zingaretti: ‘andiamo al voto: tu fai fuori i renziani, io posso governare senza i Cinque Stelle’. Entrambi però avevano fatto i conti senza l’oste”.

Parola di Underwood!

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