Alessandro Greco: "La conduzione di Miss Italia come una convocazione in Nazionale. Difficile tornare dopo una lunga pausa"

Alessandro Greco racconta a Tv Blog l'avventura alla guida di Miss Italia: "Come una convocazione in Nazionale, ora però voglio continuare a giocare. Difficile tornare dopo un periodo prolungato di pausa, mio malgrado". E sull'assenza della Isoardi...

Con Alessandro Greco l’appuntamento è al telefono. Fissi un orario e quello è. “Di cognome faccio Greco, ma in questo senso sono svizzero”. Pronti via ed ecco la battuta che permette di affrontare fin da subito il tema delle freddure. Durante Miss Italia sono state continue, qualcuna apprezzata, altre meno.

Sono l’espressione di come sono io – spiega a Tv Blog – nei programmi metto tutto me stesso. C’è poca differenza tra il Greco della televisione e quello di tutti i giorni. Se mi incontri per strada ti faccio le stesse identiche battute”.

L’ottantesima edizione del concorso di bellezza, tornato su Raiuno dopo sette anni, ha sfiorato il 20% di share. Una percentuale certamente ‘drogata’ dalla chiusura a notte fonda, ma che può essere considerata più che soddisfacente visti i timori della vigilia.

Non so quali fossero i parametri dell’azienda – afferma Greco – per me la differenza la fa la percezione del durante e del dopo. A fine puntata non avevo niente da recriminare. Il risultato viene da sé. Nel mio caso contano le sensazioni che ti giungono quando stai conducendo”.

La Rai però un giudizio sul risultato l’avrà espresso. Cosa ti è stato detto?

“Mi hanno spiegato che è stato un risultato strepitoso e io voglio condividerlo con tutti quelli che ci hanno creduto. Da Raiuno all’organizzazione di Patrizia Mirigliani, passando per la città di Jesolo. Utilizzo una metafora: ho ricevuto un compito, l’ho svolto e ho ricevuto il massimo dei voti. E questo voto lo distribuisco a tutti i miei collaboratori”.

Quando ti hanno comunicato che avresti condotto Miss Italia?

“Agli inizi di agosto. Mi hanno informato da Roma che durante le riunioni il mio nome era finito sul tavolo. Col passare degli incontri prendeva sempre più forza, fino a quando il consenso è diventato totale. Tutti hanno detto sì e il pomeriggio stesso ho ricevuto la telefonata. La mia reazione è stata di felicità. Era una sorpresa, un impegno non calendarizzato  e, come per tutte le sorprese, il piacere è stato doppio”.

Appena un mese di tempo per preparare questa ottantesima edizione. Le difficoltà non saranno mancate.

“Abbiamo lavorato per preparare al meglio un impianto così complesso, ma il tempo non è mai abbastanza. Sono abituato ai grandi studi, al PalaInvent ho sfruttato quel pochino di esperienza acquisita sul campo, la mia palestra sono da sempre gli spettacoli itineranti di piazza. In quei contesti non hai tutto calcolato e organizzato. Ti devi spremere, ti devi dare, devi seguire l’istinto”.

Una spalla sul palco non ti avrebbe fatto comodo?

“Una spalla ce l’avevo, era Tosca D’Aquino”.

Sì, ma era una voce fuori campo.

“Poi è uscita ed è salita sul palco. La sua presenza mi ha aiutato tantissimo”.

Restando nell’ambito delle metafore, potremmo accostarti a quei calciatori che dopo lunghi mesi di inattività necessitano di tempo per tornare in piena forma. E’ accaduto anche a te?

“Vero, esiste una oggettiva difficoltà nel tornare in campo dopo un periodo prolungato di pausa, mio malgrado. Vorrei sottolineare mio malgrado, perché io ci sono. Detto questo, la differenza la fa l’allenamento. E l’allenamento deriva dall’esplicitazione dell’attività di conduttore in tanti ambiti come quello radiofonico a Rtl 102.5, che mi dà continuità dal 2008. Senza dimenticare le manifestazioni e le serate che mi permettono di arrivare sempre pronto, pure quando ti chiama la Nazionale. Perché la chiamata di Miss Italia per me equivale ad una convocazione in Nazionale”.

La sensazione da casa è stata quella di una normalizzazione dell’evento. Non hai tentato di stravolgere il format, ma ti sei al contrario ‘abbassato’ e adeguato al contesto facendo tuo lo spirito tradizionale della manifestazione.

“Normalizzatore per me è una definizione bellissima. Non solo mi fa piacere abbassarmi, ma ho bisogno di entrare dentro al progetto e di farmi compenetrare. Devo sentirlo dentro, nel cuore, nell’animo, nel sangue. A me fa piacere essere un buon interprete, ho fatto mia una tipologia di spettacolo e l’ho interpretata. Mi piace creare attorno a me un clima sereno, avvolgente, amichevole, anche con le maestranze. Meglio stiamo noi e meglio sta il pubblico che ci guarda. E’ un metodo che ha caratterizzato tutti i miei programmi”.

Ti viene contestato uno stile a volte ancora troppo legato agli anni novanta.

“Un giorno mi spiegherete cosa vuol dire ‘stile anni novanta’ (sorride, ndr), è semplicemente il mio stile. Può piacere o non piacere, fa parte del gioco. Non aderisco allo stile di un periodo storico, è la mia cifra e come tale mi auguro possa essere gradito il più possibile”.

Le ex miss potevano essere coinvolte maggiormente, non credi?

“Avrei voluto sentirle tutte, purtroppo non era possibile. Erano tante, quindi ho lasciato a loro la libertà di intervenire. Ho dovuto dettare i tempi per tutti, si era accumulato del ritardo e ad un certo punto ho dovuto fare il metronomo”.

In giuria era stata annunciata Elisa Isoardi, invece gli spettatori hanno trovato Giulia Salemi. Come mai?

“Non lo so, probabilmente per problematiche legate alla preparazione della Prova del cuoco. Mi avrebbe fatto piacere avere Elisa, l’anno scorso invitò me e mia moglie in trasmissione e avrei volentieri ricambiato la cortesia. La sua presenza, inoltre, sarebbe stata più pertinente all’idea originaria di avere in giuria le donne del day-time di Raiuno capitanate da Gina Lollobrigida. Ma ho preso atto della sostituzione senza problemi”.

Hai avuto modo di rivedere la puntata?

“No, non mi rivedo molto volentieri”.

Lo chiedo perché la regia ha ricevuto parecchie critiche.

“Le difficoltà che ho potuto provare io sul palco le ha vissute la regia dalla sua prospettiva. E’ stato svolto un ottimo lavoro per le condizioni e le problematiche della serata. Abbiamo cercato di fare tutti del nostro meglio”.

Dopo questo successo temi di tornare tra i panchinari?

“Voglio restare in campo. Dopo questa partita in Nazionale il mio livello di preparazione è alto. Voglio continuare a giocare, io sono pronto. Già prima di Miss Italia c’erano delle offerte sul tavolo. Ho contatti a trecentosessanta gradi, anche se la priorità la do sempre alla Rai. Io sono un figlio della Rai”.

Impossibile non chiederti di Zero e Lode. C’è la possibilità di rivedere il gioco in onda?

“Auguriamoci che in qualche modo possa tornare. Posso dirti che sono contentissimo per la fidelizzazione che il game ha saputo creare in una sola stagione televisiva”.

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