Art Attack, Giovanni Muciaccia e la parodia social della crisi di governo

Il conduttore del celebre programma di Disney Channel e Rai 2 torna su Instagram, fra colla e pennarelli, per spiegare ai bambini l'attuale scena politica italiana.

Vi è rimasto in casa un flaconcino di colla vinilica? E un paio di forbici dalla punta rigorosamente arrotondata? Se avete ancora dentro qualche cassetto tutto l'occorrente per quell'attacco d'arte che avreste sempre voluto realizzare, ma col quale non avete mai avuto il coraggio di mettervi alla prova, è arrivato il momento di tirarlo fuori per uno scopo ancora più nobile. Forse. Niente bamboline o strani fermaporta a forma di serpente: col cartoncino e il nastro adesivo si spiega la politica. E chi meglio di altri se non Giovanni Muciaccia, maestro sciabolatore di matite e pennarelli, avrebbe potuto farlo?

Art Attack, programma di Disney Channel di cui Giovanni Muciaccia è stato volto per quindici anni, ha rappresentato un appuntamento fisso per quasi due generazioni di aspiranti artisti, nati tra la fine degli anni '80 e gli inizi del 2000. La popolarità tra bambini e genitori arrivò con la messa in onda in chiaro su Rai 2, che lo consacrò nell'Olimpo dei maghi del riciclo creativo insieme a Tonio Cartonio e Dodò dell'Albero Azzurro. Talmente vasto il successo, che le parodie non tardarono ad arrivare: la più celebre fu quella di Fiorello, che a Stasera pago io imitò il conduttore, dando vita ad alcuni veri e propri tormentoni. Dal "f-fatto?" del comico siciliano del 2004, arriviamo con un carpiato al 2019, con lo stesso Muciaccia che, orfano della trasmissione e diventato papà, è tornato dietro a un bancone per proporre una versione alternativa di Art Attack, al passo con i tempi. La rete è ora quella Internet, il canale il suo account Instagram, il saluto quello a cui ci ha abituati: "Ciao ragazzi!".


 











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L'attuale situazione politica spiegata ai miei bambini...


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Per illustrare l'attuale panorama politico italiano ai più piccoli, Giovanni Muciaccia si è servito di scatolette di fiammiferi vuote, diventate abiti e divise per le tre anime (di cartone) più rappresentative di queste giorni: Matteo Salvini, Luigi di Maio e Nicola Zingaretti, impegnati a tutto campo con la crisi di governo. Il conduttore si è divertito a far cambiare casacca al leader della Lega, le cui felpe personalizzate con gli slogan sul petto sono ormai un marchio da fabbrica. Luigi di Maio lo ha lasciato invece incollato a una poltrona fatta di mattoncini Lego, mentre il presidente della Regione Lazio spunta come outsider, nascondendo come il papabile futuro alleato tutti i segreti all'interno della sua scatola.

Personaggi portasegreti, perché anche la cancelleria può diventare satira. E c'è già chi sogna Il Capo, fedele compagno di Muciaccia ad Art Attack (doppiato da Andrea Piovan, voce di Live - Non è la d'Urso), come Presidente del Consiglio.

 

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