Mediaset, Vivendi in tribunale per impedire la nascita del polo tv europeo

In realtà il gruppo francese ha pochissime possibilità di bloccare la creazione della holding olandese MediaForEurope.

Il 4 settembre l'assemblea dei soci Mediaset si riunirà per decidere della fusione con l'omologa Mediaset Espana, dando vita alla holding con sede nei Paesi Bassi MediaForEurope (Mfe), nelle intenzioni del gruppo il primo nucleo del futuro polo di una tv generalista pan-europea.

Tuttavia c'è chi sta provando ad ostacolarne la nascita: è il caso del gruppo Vivendi, socio di minoranza del gruppo Mediaset, che qualora fosse ammesso all'assemblea, voterà no al progetto, detenendo una quota pari al 9.9% del capitale posseduto direttamente, mentre il restante 19.2% è congelato nel fondo Simon Fiduciaria per adattarsi ai rilievi dell'Antitrust.

Vivendi ha quindi presentato ricorso d'urgenza al tribunale di Milano per poter votare in assemblea: qualora il giudice desse ragione al gruppo francese, sarebbe la prima volta per i transalpini. Finora il cda del gruppo Mediaset, saldamente nelle mani di Berlusconi, ha sempre impedito il voto.

Intanto il prossimo cda del 30 agosto sull'ammissione al voto da parte dei francesi è stato sospeso, in attesa della pronuncia del tribunale. Tuttavia, anche se Vivendi potesse farlo, difficilmente potrebbe bloccare la fusione, in quanto il fronte del no dovrebbe contare su un terzo del capitale presente.

Contemporaneamente, inoltre, avrà luogo l'assemblea di Mediaset Espana, nella quale è sufficiente invece la maggioranza semplice (Mediaset ne detiene il 50%).

La settimana scorsa il Biscione aveva presentato un esposto alla Consob contro Vivendi in quanto avrebbe fatto filtrare false informazioni allo scopo di "deprimere il corso del titolo in Borsa". Questa settimana va molto meglio,  con il titolo salito dell'1,4%.

 

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