Canfora e Molinari ospiti ad Agorà e In onda nello stesso giorno. Il risultato è l'effetto fotocopia

Luciano Canfora e Maurizio Molinari ospiti lunedì la mattina ad Agorà e la sera a In onda. Interpellati sullo stesso argomento (Salvini al Papeete) ripropongono l'identico film, con dichiarazioni fotocopia

Luciano Canfora e Maurizio Molinari ospiti assieme nella stessa giornata in due programmi differenti. E’ accaduto lunedì, quando il filosofo e il direttore de La Stampa si sono ritrovati a confrontarsi prima ad Agorà e, in serata, a In onda.

Un caso? Una sfortunata coincidenza? Il talk di Raitre aveva svelato l’identità dei partecipanti alla trasmissione già domenica, con un tweet pubblicato alle 20.40. Nessun indizio invece sul fronte di La7, su cui pendono due ipotesi: aver sbirciato dalle parti di Monica Giandotti, o essere stata bruciata sul tempo.

Quello che è certo è il risultato dello strano ‘doppione’, ossia l’effetto fotocopia che ha riguardato i temi affrontati – il caso Papeete – e le conseguenti riflessioni, con l’unica consolazione per Luca Telese e David Parenzo di aver potuto raccogliere reazioni sulla fresca approvazione al Senato del Decreto Sicurezza bis.

Se la mattina Canfora citava il dittatore centrafricano Jean Bedel Bokassa, la sera faceva altrettanto. “Salvini mi ha fatto pensare a lui”, affermava ad Agorà. “In Bokassa c’era più dignità, il livello era superiore”, ripeteva a In onda.

Lo storico si è tuffato pure nel paragone tra Salvini e il fondatore della Lega: “Bossi aveva il gusto di vilipendere la bandiera, lui disprezza l’inno”, ha tuonato su Raitre. “E’ più o meno brutale di Bossi quando inveiva contro la bandiera?”, si è domandato su La7.

Nemmeno Molinari è uscito indenne dal rischio replica. Così ad Agorà: “La strategia di Salvini è molto chiara ed è destinata a mettere alle corde i Cinque Stelle.  La sua ambizione è fare della Lega il partito unico della protesta. I più preoccupati sono i suoi alleati, la strategia della spiaggia sta spazzando via i Cinque Stelle”.

La versione serale ovviamente non cambiava e, interpellato sul futuro politico del governo, il giornalista rielaborava la tesi espressa in precedenza: “Salvini punta in maniera consistente a trasformare la Lega nel partito della protesta nazionale togliendo più suffragi dai Cinque Stelle".

Il pubblico del mattino e della sera non sempre combacia, lo sappiamo. Ma forse occorrerebbe maggiore fantasia nel racconto della politica che, anche d'estate, di spunti ne sta offrendo molti.

 

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