Vittorio Sgarbi vs Giampiero Mughini, nuovo scontro (a distanza) dopo la rissa

Il critico d'arte rilancia gli attacchi in diretta radiofonica, la replica dell'opinionista e giornalista: "Aspetterò il momento di reincontrarlo"

Vittorio Sgarbi vs Giampiero Mughini secondo round. Questa volta non si sono ritrovati nello stesso studio, questa volta non sono nemmeno state alzate mani o sedie. Piuttosto, dopo la clamorosa rissa di pochi giorni fa in diretta a Stasera Italia Estate continuano a volare parole grosse, grossissime con la sostanziale differenza che i due ora stanno a debita distanza.

Il critico d'arte è intervenuto a La Zanzara su Radio 24 come a sottoscrivere ciò che ha urlato in faccia all'opinionista nel programma di Retequattro affermando che tra i due c'è stata una telefonata tutt'altro che cordiale:

Mughini dice che mi disprezza intellettualmente? Mi fa piacere. Mi ha chiamato chiedendomi di fare le scuse pubbliche, che ho negato. Poi di farle private, che ho negato. Gli ho detto che non mi scusavo e che doveva scusarsi lui che ha cominciato a fare la provocazione dicendo ‘non rompermi i c******i.

E così via ad un nuovo attacco diretto in stile Sgarbi:

Poi mi sono rotto i c******i dei magistrati, basta. La smettano di fare azioni ridicole, politiche e d’immagine. Quando lui ha cominciato a dire che la magistratura ha aperto un’inchiesta sulla questione Salvini, ma v******lo, vecchio trombone, con quella faccia di st****o, vecchio ri*******nito che viene pagato da Berlusconi, cosa che mi ha fatto incavolare, per leccare il c**o ai magistrati. A me sta cosa fa schifo, è pagato da Berlusconi per lodare quella magistratura che ha rovinato l’Italia.

I commenti sull'accaduto di mercoledì scorso seguono lo stesso tenore:

Gli ho dato della testa di ca**o? Perché è una testa di c***o. Per me è una testa di c***o, punto. L’ho sempre pensato e lo è. Non me ne frega niente dei suoi libri che nessuno legge, sono patetici, ridicoli e noiosi.

Le immagini della rissa manco a dirlo sono diventate virali in breve tempo, Sgarbi porta la sua verità:

Lui voleva picchiarmi perché io ho un’idea che vi devo raccontare. Io sono per l’assoluta violenza verbale, totale. Immagina un uomo e una donna che stanno insieme, poi litigano perché lei lo cornifica. Puoi dirle t**ia, non la devi né uccidere, né toccare. La parola può arrivare a qualunque punto, le mani no. Lui ha voluto mettere le mani. Io farmi graffiare la mia delicata faccia da Mughini non volevo ed ho messo fra me e lui la sedia. Un modo per dire puoi darmi della testa di c***o e pezzo di m***a, ma le mani non le usi.

Mughini ha replicato tramite il sito di Dagospia. Innanzitutto smentisce di aver avuto contatti telefonici con il critico d'arte: "Ovviamente non è vero niente, non poteva essere vero. No, mai. Ho detto mai" a seguire il giornalista lascia intendere che il terzo round potrebbe essere una resa dei conti senza esclusione di...colpi

Aspetterò il momento di reincontrarlo e di darglieli finalmente quel paio di calci in c**o. Non che i calci in c**o siano un argomento, certo. Solo che ho voglia di rivederla la sua faccia terrorizzata mentre impugnava lo sgabello a proteggersi da me che ero andato a pigliarlo a calci in c***. Che spettacolo, la faccia terrorizzata dello psicopatico.

Tra i due all'orizzonte certamente non ci sarà una stretta di mano.

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