Caduta Libera, Nicolò: "La tv? Mi piacerebbe fare L'Isola dei Famosi"

In un'intervista al Giornale di Brescia Nicolò Scalfi, il campione dei record di Caduta Libera, parla del suo futuro, proponendosi come concorrente dell'Isola dei Famosi e rivelando la sua passione per il rap e le telecronache sportive

Se il pubblico di Caduta Libera deve ancora metabolizzare la fine dell'"era Nicolò", avvenuta sabato sera (ed ampiamente spoilerata sul web), Nicolò Scalfi, l'ormai ex campioncino bresciano che si è portato a casa in 88 puntate ben 651mila euro, ha già la testa rivolta al futuro.

Intervistato dal Giornale di Brescia, Nicolò sa di essere diventato un personaggio televisivo, complice la presenza tutte le sere in tv e l'effetto che ogni quiz crea quando un campione, da regolamento, può tornare in gioco il giorno successivo, anche se vince. Una mossa tipica di alcuni game show, come Caduta Libera, appunto, o Reazione a Catena e L'Eredità, che hanno creato dei piccoli divi.

"A vent’anni fai un po’ fatica a rendertene conto", ha detto Nicolò a proposito della notorietà acquisita. "Sì, c’è la gente che ti ferma e sì, i follower su Instagram salgono in breve tempo nell’ordine delle decine di migliaia. Sono cose che apprezzo".

Consapevole, però, che la tv gira veloce e già domani potrebbe esserci un altro campione pronto ad entrare nel cuore del pubblico, il giovane valtrumplino ha iniziato, dopo la fine della sua esperienza nel quiz (dove comunque tornerà a giocare nei tornei dei campioni), a pensare al suo futuro.

Innanzitutto, addio alla facoltà di Design di Milano a cui si era iscritto e che stava frequentando quando, nell'ottobre scorso, debuttò nel programma. Ora, Nicolò, si vuole iscrivere a Lettere Moderne, a Brescia. Il suo sogno? "Fare il giornalista sportivo. Amo il calcio. Senza, non saprei stare".

E se il calcio giocato non sembra essere nelle sue corde (sebbene ora stia giocando in una squadra del Csi, ha sempre espresso il desiderio di diventare telecronista sportivo), si gode anche le vittorie al Fantacalcio, oltre a quelle, ovviamente, collezionate a Caduta Libera, di cui ha ricordato i momenti più elettrizzanti:

"Ho tirato fuori un Ernest Hemingway con due sole lettere a disposizione. Nella puntata in cui c’erano gli amici del Fantacalcio in studio ho azzeccato anche la definizione 'sostantivi invariabili', pescandola da non so quale anfratto della memoria scolastica. In quell’occasione ho portato a casa 36mila euro".

Ok, ma la televisione? Scherzando (ma forse neanche troppo), Nicolò lancia una singolare candidatura:

"Non mi dispiacerebbe partecipare a un reality. Magari L’Isola dei Famosi. Vuoi vedere che mi abbronzo un po’?"

La produzione è avvisata. Ma Nicolò ha anche un'altra passione:

"Amo pure cantare e scrivere testi. Il mio genere preferito è il rap. Ho qualche idea anche in questo senso..."

Isola, rap e telecronache: quelle botole, in fondo, potrebbero diventare trampolini di lancio.

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