Sapore di Salini

Fabrizio Salini e la solitudine dell'uomo al comando

Sapore di Salini

Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia.

Cosi il grande scrittore e filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson. Spesso la vita ti porta ad attraversare sentieri particolarmente perigliosi, sentieri anche oscuri, fatti di penombre e anche, a volte, di incontri non proprio piacevolissimi. Ma esattamente come voleva dire Emerson, l'importante è proprio seguire questi tipi di sentieri, magari anche inesplorati, per far restare qualcosa di te che lasci in quel posto elementi positivi, affinché nel futuro, chi si troverà a passare da quelle parti, trovi quelle cose buone che hai lasciato.

Era un giorno d'estate, uno di quei giorni che lasciano sulla pelle di molti italiani il sapore del sale, come recita uno dei più grandi successi di Gino Paoli. Mancavano 5 giorni all'inizio di agosto del 2018 quando Fabrizio Salini, romano classe 1966, uomo discreto e da tutti considerato persona perbene, arrivava alla guida della Rai. Dopo le esperienze in Fox, Sky, Switchover, Discovery e La7, il governo giallo verde guidato da Giuseppe Conte lo indicava per il delicatissimo ruolo di amministratore delegato della televisione pubblica italiana.

Un incarico da far tremare i polsi a chiunque e che Salini, uomo che ha sempre avuto a cuore il prodotto e le strategie per confezionare contenuti, si trova fra le mani come se stesse per prendere il comando di un Jet, come definì in maniera perfetta la Rai il grande Enzo Tortora. Per la verità c'era già stata qualche anno prima lo possibilità di entrare in Rai per l'ex direttore di La7, quando Antonio Campo Dall'Orto lo chiamò per dirigere la Rete 2, poi però la scelta cadde su Ilaria Dalla Tana. Ora però era arrivato il momento di entrare davvero in Rai e stavolta nel ruolo più importante, quello decisivo, quello di capo azienda.

Questa nuova avventura in Rai per Salini, come ovviamente doveva accadere, è stata nei primi momenti di studio, ma strada facendo sono arrivate le prime decisioni, partendo dalle nomine alle direzioni dei canali. Nomine che, ovviamente, non viviamo su Marte, sono arrivate tenendo presente la situazione politica del paese, ma sempre con una idea di pluralismo che si è accentuata anche con le ultime decisioni editoriali che hanno portato al varo di programmi quali Approdo, Tg2 Post, la serata dedicata alla Trattativa, fino al via libera dei tanto discussi palinsesti estivi di Rai1.

Un varo quello dei programmi estivi della prima rete che ha visto un confronto anche molto dialettico, ma sempre costruttivo, con la direttrice di Rai1 Teresa De Santis, con cui il rapporto professionale appare molto proficuo e negli ultimi tempi di grande collaborazione, questo per il bene della Rete 1 e della Rai in genere. Rapporto che si è palesato anche con la decisione comune di ospitare nel prime time di Rai1 la nazionale di calcio femminile che ha fatto il botto in termini di ascolti nell'incontro con il Brasile, ottenendo oltre 6,5 milioni di telespettatori, ma anche con la diretta di venerdì scorso della Traviata dall'Arena di Verona.

Fabrizio Salini e Teresa De Santis poi sono molto soddisfatti rispetto alla prima settimana del day time di Rai1, con un incremento di quasi 2 punti rispetto allo scorso anno nei programmi del mattino, con Io e te che ha delle buone potenzialità di crescita (programma questo che se la deve vedere con le puntate inedite delle soap di Canale 5) e con buoni dati di Vita in diretta estate e di Reazione a Catena che quest'anno ha "contro" puntate inedite di Caduta libera e nonostante questo riesce a vincere quella fascia.

Il punto più alto però del percorso di Fabrizio Salini in Rai forse resta il Piano industriale, che verrà varato in maniera operativa nelle prossime settimane, ma fra le cose a cui Salini tiene forse di più si inserisce la decisione che ha portato alla razionalizzazione degli stipendi, compresa la soluzione della spinosa questione Fazio.

Particolarmente importante l'accordo con Fiorello per Rai play, ma sempre per il contenimento dei costi sono da citare le nuove intese con Lux Vide e CBS, oltre alla razionalizzazione dei costi con la società che produce il Paradiso delle signore. Per quel che riguarda le decisioni editoriali viene in mente lo stop a The Voice per Sfera Ebbasta, questo per rispetto ai parenti delle vittime, quindi l'immediata reazione dopo la vicenda scoppiata nel corso del programma di Rai2 Reality, inoltre la limitazione dello strapotere degli agenti e dei manager degli artisti.

La solitudine del potere

Insomma ad un anno dal suo arrivo in Rai Fabrizio Salini sta cercando di lasciare il segno nel sentiero che ha deciso di percorrere. Un sentiero questo in Rai che spesso ti lascia solo a decidere cose importanti anche perchè sarà pur vero che hai una squadra coesa attorno a te, ma la decisione finale deve essere sempre la tua ed unicamente la tua, alla fine in perfetta solitudine.

Difficoltà ce ne sono state, ci sono e ce ne saranno; nella vita si può anche sbagliare, ma dopo aver ammesso l'errore, si può certamente riprendere a percorrere quel sentiero, quello di Emerson, magari con ancora maggior vigore e voglia di lasciare un segno, il più positivo possibile alle proprie spalle, qualunque sia il domani che, come è noto, non ha certezze.

D'altronde il vate Baglioni diceva "Strada facendo" ....

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