Marianna De Micheli: "Scoprimmo della chiusura di Centovetrine su Facebook. Dopo la soap ho girato l'Italia in barca a vela"

Per la rubrica Tv Off intervista a Marianna De Micheli, che in Centovetrine interpretava Carol Grimani: "Il suo lato buono era pallosissimo. Scoprimmo della chiusura su Facebook. Dopo la soap ho deciso di girare l'Italia in barca a vela. Oggi faccio ancora l'attrice"

Da Centovetrine a Centoboline. Gli ultimi anni di Marianna De Micheli si potrebbero riassumere così. Da una parte la soap che l’ha resa popolare al grande pubblico grazie al ruolo della perfida Carol Grimani e dall’altra il libro che ha scritto una volta che la serie ha chiuso i battenti, lasciando di stucco gli spettatori ma anche gli stessi attori.

La notizia la apprendemmo da Facebook – rivela la De Micheli a TvBlog – ci sembrò strano scoprirlo da internet, tanto che all’inizio pensammo ad una bufala. Fu una metodologia strana, nessuno ci comunicò nulla. Io ero sulla mia barca, ognuno di noi era a fare le sue cose. Ci rimasi male”.

Classe 1974, Marianna si avvicina alla recitazione già a nove anni. “Frequentai il mio primo corso di teatro, poi continuai fino ai diciotto quando venni scelta sia dal teatro Stabile di Genova che dal Paolo Grassi di Milano. Optai per il Paolo Grassi, essendo io milanese”.

Per il teatro i titoli non si contano, più limitata invece l’esperienza sul grande schermo. Nel 1999 appare ne La perdita dell’innocenza di Mike Figgis (il regista di Via da Las Vegas), mentre nel 2005 veste i panni di Lucrezia Borgia in Ridendo l’uccise, ultimo film diretto da Florestano Vancini.

A questi vanno aggiunti diversi cortometraggi e qualche pubblicità, fino a quando non le si aprono le porte della fiction. “Feci alcune pose in Mamma per caso, con Raffaella Carrà, e in Giornalisti”.

A Centovetrine arriva nel 2006, dopo essere passata per Vivere: “Furono due apparizioni fugaci, nelle quali interpretai ruoli differenti. La prima volta avevo capelli cortissimi, ero una ragazzina. Girai una scena con Alessandro Preziosi, tutto in un unico giorno, esterna e interna a Milano. La seconda volta invece facevo l’infermiera e al mio fianco avevo Brando Giorgi, che ritrovai proprio a Centovetrine”.

Ti scelsero fin da subito per il ruolo di Carol o inizialmente provarono su di te altri personaggi?

“No, no, mi vollero per Carol Grimani. Non trovavano l’attrice giusta, venivano da mesi di casting ed erano scoraggiati. Mi presero subito, ma mi fecero i capelli lisci. Io di natura sono riccia”.

Carol entrò nella storia come ‘cattiva’, per poi subire una metamorfosi in corso d'opera.

“In realtà rimase sempre cattiva, con delle sfumature di bontà. E per fortuna, aggiungo. Il suo lato buono era davvero pallosissimo, molto meglio nella parte dell’imprenditrice spietata”.

Ti dà fastidio, ancora oggi, l’identificazione con Carol?

“No, non dà fastidio, essere fermata per strada fa piacere. Può essere fastidioso per le varie produzioni. Le soap vengono sempre etichettate come un prodotto veloce e di serie b, costando meno dei film”.

Hai mai percepito questa discriminazione?

“Io in realtà provengo dal teatro, non dalle soap opera e in teatro lo sanno. Penso che non esistano gli attori di cinema, teatro o televisione, un attore è un attore”.

Quando cominciaste a sentire per la prima volta le voci di una possibile chiusura di Centovetrine?

“Nel 2012. Gli ascolti si abbassarono, ma calarono nella stessa misura degli altri prodotti. Un po’ per via dello sviluppo di Sky, un po’ per l’ingresso del digitale terrestre. La generalista perse qualcosa. A un certo punto ci dissero che saremmo andati in prima serata, ma non sapevamo i motivi. Mi ricordo la prima volta perché noi del cast andammo a cena in un ristorante del Canavese. Guardammo la puntata tutti assieme”.

In seguito la situazione peggiorò.

“Poco dopo si cominciò a parlare di chiusura. Allarme che rientrò diverse volte. Sembrava dovessimo andare avanti, invece arrivò la comunicazione".

Centovetrine passò da Canale 5 a Rete 4, cambiò orario, infine venne sospesa.

“Venne rimbalzata qua e là, cambiavano orario senza avvertire. Evidentemente volevano farla chiudere”.

Nel 2015 Mediaset comunicò la cancellazione, con gli ultimi episodi trasmessi in Italia solo nell’estate dell’anno successivo. A quel punto hai dato una virata alla tua vita, nel vero senso della parola.

“Nel momento in cui Centovetrine chiuse, decisi di salire sulla mia barca a vela e di girare l’Italia con pochissima esperienza, da Lerici a Trieste. Unico compagno di viaggio il mio gatto Jingjok”.

Com’è nata la passione per il mare?

“La passione ce l’ho sempre avuta. La vela la scoprii nel 2004 in Thailandia, in occasione del tragico tsunami. Rimasi bloccata su un’isoletta ed ebbi modo di conoscere un sacco di velisti giramondo. Tornata in Italia iniziai a frequentare corsi di vela e acquistai una barca di nove metri”.

L’idea del libro è venuta in barca.

“D’inverno ho scritto il libro e l’estate dopo ho ripreso la barca da Trieste e l’ho presentato lungo tutta la costa, tornando in Liguria”.

Ora che fai?

"Faccio sempre l'attrice, sono a teatro".

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