Mario Silvestrone: "A Operazione Trionfo duettai con Celine Dion. Subimmo il potere di Saranno Famosi, oggi faccio il fotografo"

TvBlog per la rubrica TvOff ha intervistato Mario Silvestrone, concorrente di Operazione Trionfo: "Duettai con Celine Dion, fu un privilegio. Mi invitò a Las Vegas, ma dovetti rinunciare. Il programma subì lo strapotere di Saranno Famosi. Oggi faccio il fotografo, è stato un colpo di fulmine"

Il duetto con Celine Dion? Guai a chi me lo tocca”. Mario Silvestrone sorride e quel ricordo, ormai datato, viene custodito nella sua mente come fosse una reliquia. “Ancora oggi mostro con orgoglio il video ai miei amici, fu un privilegio meraviglioso di cui vado fiero”.

I due si incrociarono all’interno del loft che accoglieva i ragazzi di Operazione Trionfo. Correva l’anno 2002 e Silvestrone ebbe l’onore di intonare per qualche secondo “My heart will go on” con la super ospite canadese.

Un sogno realizzato, a cui seguì un secondo atto rimasto solo nelle intenzioni. “Dopo qualche mese mi invitò a Las Vegas dove avrebbe tenuto un concerto – rivela Silvestrone a TvBlog – purtroppo dovetti rinunciare perché ero in tour con Rds. Avevo firmato un contratto che prevedeva 65 date in giro per l'Italia con presenza obbligatoria”.

Operazione Trionfo, dicevamo. Il talent venne lanciato da Italia1 nella stessa estate in cui Mediaset raccoglieva i frutti del clamoroso successo di Saranno Famosi. E proprio lo show di Maria De Filippi – che avrebbe proseguito per altri dodici mesi la messa in onda sulla seconda rete di Cologno Monzese – rappresentò un ostacolo per il programma affidato, a sorpresa, a Miguel Bosè. “La trasmissione fu vittima del potere della De Filippi, a mio avviso. Questo portò al mancato riconoscimento di un ascolto che in realtà fu buono”.

Classe 1980, Mario vive a Martinsicuro (Teramo), è sposato e ha due figli di 9 e 6 anni. Venne notato mentre si esibiva in un locale. “Alternavo serate di piano bar a performance nelle balere, insomma offrivo diverse versioni di me. Accadde che si avvicinò una signora della redazione di Mediaset, mi disse che ero bravo e che avevo una buona presenza sul palco. Mi chiese se mi sarebbe piaciuto fare un provino a Roma. Erano i primi di giugno del 2002, non immaginavo di cosa si trattasse. Operazione Trionfo non era mai stato trasmesso”.

Quanti provini svolgesti?

“Complessivamente dodici, tutti a Roma, ogni volta per cose diverse. Ti chiedevano di imparare pezzi sul momento o di fare robe inventate a caldo dagli autori. Rimanemmo in 25, di questi ne selezionarono 16, più 4 riserve. Ci portarono in una stanza e ci comunicarono i risultati”.

Quale fu la reazione quando ti dissero che eri entrato?

“La puoi immaginare. Per un ventiduenne di Martinsicuro era una chance importantissima. Eravamo all’oscuro di tutto, nessuno di noi sapeva nulla del cast e del conduttore. La prima convocazione arrivò alla fine di agosto, per poi iniziare il programma agli inizi di settembre. Andai parecchio avanti, uscii nella puntata precedente alla semifinale”.

Vivevate assieme e isolati da tutto. Che percezione avevate di quello che accadeva all’esterno?

“Abitavamo nell’area in cui adesso sorge la casa del Grande Fratello. Eravamo in un vuoto temporale, non sapevamo niente, ci domandavamo cosa accadesse fuori. Non conoscevamo i dati d’ascolto, il gradimento dei singoli concorrenti. Certo, qualcosa trapelava, ma non sapevamo se si trattasse di verità o invenzioni”.

Che ricordo hai di Miguel Bosè?

“Miguel fu molto gentile. In seguito mi ospitò a Madrid ed ebbi l’opportunità di aprire un suo concerto a Plaza de Toros, fu un’esperienza incredibile. Capita di sentirci o scriverci per gli auguri”.

L’Accademia era diretta da Rossana Casale. Con lei invece che rapporto avevi?

“Non l’ho più sentita, non ho mai avuto grandissimi rapporti con lei”.

Sei ancora in contatto con i tuoi ex compagni di viaggio?

“Sì, quasi con tutti. Mi sento costantemente con Federico Russo, capita di scambiarci battute e saluti mentre è in diretta in radio. Ma ho mantenuto i rapporti pure con Cindy Cattaruzza, Lydia, Daniele Di Marco. L’unico con cui non ho più contatti è proprio il vincitore di quell’edizione, Bruno Cuomo".

Dopo Operazione Trionfo cosa accadde?

“Provai ad incidere un disco, ma fui molto sfortunato. Beccai tante situazioni sfavorevoli, incontrai persone sbagliate e alcune produzioni andarono male”.

Ad un certo punto nella tua vita è arrivata la fotografia. Una passione improvvisa, scoperta per puro caso, che hai trasformato in lavoro.

“E’ stato un colpo di fulmine, tutto avvenne quasi per sbaglio. Nel 2007 mi occupavo di grafica e un mio amico che purtroppo non c’è più mi chiese un favore per una ditta di Milano che mi affidò la realizzazione di un catalogo. Chiamai un fotografo, ma gli scatti che mi portò non mi piacquero. A quel punto mi attrezzai per conto mio. Acquistai una reflex al supermercato e con pochissime nozioni realizzai un lavoro eccellente. Compresi che quel mestiere mi piaceva e ne ho fatto la mia principale professione”.

In che settore ti sei specializzato?

“Soprattutto fotografia commerciale destinata al mondo dei giornali. Realizzo scatti per artisti e personaggi famosi”.

E la musica?

“L’amore per la musica non è mai finito. Lavoro tuttora di fianco al mercato musicale, faccio fotografie e video per diverse produzioni. Inoltre scrivo e Giulio Nenna produrrà presto un mio singolo”.

Guardi i talent?

“Sì, per curiosità e per lavoro. Mi interessa vedere cosa passa il mercato. L’anno scorso ad Amici ho seguito come fotografo Irama e quest’anno Daniel Piccirillo".

Consiglieresti ai tuoi figli quel tipo di percorso?

“Conviene sempre tuffarsi, a patto che si sappia fin dal principio che è un’avventura. Può essere un momento passeggero o può durare tutta la vita. Se però hai la consapevolezza che può durare un attimo, può diventare l’attimo più bello della tua vita”.

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