Bagaglino, Pingitore: "Fummo cacciati dalla Rai dei professori. Da Berlusconi mai richieste, tranne una volta"

Pingitore racconta a Stracult l'avventura del Bagaglino: "Fummo cacciati dalla Rai dei professori. A Mediaset Berlusconi non intervenne mai, tranne una volta. Ci chiese di chiudere prima perché era ospite da Vespa"

Facevamo 14 milioni, ma in Rai arrivarono i professori e ci cacciarono”. Pier Francesco Pingitore ripercorre l’esperienza televisiva della compagnia del Bagaglino, che negli anni novanta raccoglieva ascolti da capogiro. Il cambio ai vertici nell'estate del 1993 ruppe tuttavia l’incantesimo, come ha raccontato a Stracult lo stesso regista.

“A dirigere la Rai vennero illustri maestri. Come prima cosa volevano purificarla e il Bagaglino non si poteva tenere, quindi ci tolsero. L’unico che ci capiva, Angelo Guglielmi, andò da loro ad informarli che avevano tolto una buona parte della pubblicità. Si ravvidero, vollero conoscerci e ci richiamarono”.

L’ultimo spettacolo per Viale Mazzini si intitolò Bucce di banana. Non a caso: “Avevamo fatto uno scivolone su una buccia, ma eravamo risorti”. Il passaggio a Canale 5 ci fu nella stagione successiva: “Andammo via, avevamo rischiato molto. Fossero arrivati altri professori ci avrebbero cacciato”.

L’esordio a Mediaset avvenne nel segno di Champagne. “L’anno prima avevamo detto di no a Berlusconi – ha proseguito Pingitore - il patto con lui era che lo spettacolo lo facevo io; lui mandava le telecamere per riprenderlo. Rispettò sempre i patti, non intervenne mai”.

L’unica eccezione fu rappresentata da una richiesta di chiusura anticipata:

“Una volta sola mi chiese un favore: ‘puoi chiudere alle 11.15 perché devo andare da Vespa?’. E noi chiudemmo un po’ prima”.

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