Buonasera Presidente, Rai Storia fa rivivere 10 Capi di Stato e sperimenta un format per attualizzare la politica (che fu)

Undici attori sorprendenti per far rivivere altrettanti Presidenti della Repubblica nelle interviste in onda dal 30 aprile in prima serata sul canale 54 del DTT.

Dal bianco e nero al colore; dal linguaggio forbito, e talvolta politicamente fumoso, della Prima Repubblica, a forme più vicine alla comunicazione politica attuale; dal mito all'attualizzazione: sono tante le implicazioni (e probabilmente le intenzioni) che si concretizzano in Buonasera Presidente, format originale coprodotto da Rai Cultura e Anele (che l'ha realizzata), in onda da questa sera, martedì 30 aprile, alle 21.10 su Rai Storia (DTT, 54).

L'idea, apparentemente semplice ma complessa da realizzare in maniera convincente, è quella di intervistare 10 Presidenti della Repubblica Italiana (quelli non più tra noi), più Alcide De Gasperi (che ha ricoperto l'incarico di Presidente provvisorio nel 1946), facendoli rivivere attraverso altrettante rappresentazioni attoriali.

Rappresentazioni, non strettamente 'interpretazioni mi verrebbe da dire, perché le interviste realizzate si alimentano di dihiarazioni realmente usate, che gli autori, con la consulenza degli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, hanno estratto da discorsi pubblici, libri di memorie, colloqui con giornalisti. Un reenactment, insomma, anche se presentato come una docu-fiction seriale il cui filo narrativo è retto da Filippo Ceccarelli, tra gli autori e consulenti del programma e in scena come intervistatore dei capi di Stato.

Al netto del formato, il programma mescola nei suoi contenuti storia del pensiero politico e biografie personali, riportando in vita - e al pubblico tv - personaggi politici che hanno rappresentato, ciascuno, un momento particolare della storia d'Italia. A delineare i profili di ciascuno, oltre gli attori chiamati a portarli in scena, anche materiali di repertorio e testimonianze illustri, come quelle di familiari e amici dei Presidenti e politici di oggi.

Sorprendente per certi versi anche la scelta degli attori chiamati a riportare in vita i nostri Presidenti, con le loro indoli e le loro caratteristiche: la lista include nomi giovani e/o solitamente legati a interpretazioni brillanti, a dimostrazione che la commedia resta il più complicato dei generi da portare in scena e che la versatilità resta una chiave importante del bagaglio di un attore.

Paolo Ricca è Alcide De Gasperi, Gianfranco Gallo è Enrico De Nicola (1/01 - 12/05 1948), Sergio Pierattini è Luigi Einaudi (12/5 1948 - 11/05/1955), Amerigo Fontani è Giovanni Gronchi (11/05/1955 - 11/05/1962), Nando Paone è Antonio Segni (11/05/62 - 6/12/1964), Paolo Sassanelli è Giuseppe Saragat (29/12/1964 - 29/12/1971), Giovanni Esposito è Giovanni Leone (29/12/1971 - 15/06/1978), Thomas Trabacchi è Sandro Pertini (09/07/1978 - 29/06/1985), Antonello Fassari è Francesco Cossiga (03/07/1985 - 28 /04/1992), Antonio Catania è Oscar Luigi Scalfaro (28/05/1992 -15/05/1999), Giorgio Colangeli è Carlo Azeglio Ciampi (28/05/1999 -15/05/2006). Magari non tutte le somiglianze sono centrate, ma alla fine non è l'effetto imitazione quello che conta. Anzi, forse averlo inseguito potrebbe essere un limite, ma le puntate vanno viste.

 

Buonasera Presidente, le puntate


La serie va in onda in 7 puntate da 50 minuti ciascuna, in onda ogni martedì alle 21.10 su Rai Storia. Si parte con due due puntate dedicate a tre presidenti ciascuna (di cui la prima dedicata a De Gasperi, De Nicola ed Einaudi e la seconda a Gronchi, Segni e Saragat), cui seguono cinque puntate monografiche dedicate a Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro e Ciampi.

Come detto, Buonasera Presidente è una co-produzione Rai Cultura – Anele, realizzata da Anele. Prodotta da Gloria Giorgianni, ha come autori autori Filippo Ceccarelli, Alessandra Cravetto, Marco Dell’Omo, Giacomo Faenza e Davide Minnella, per la regia di Giacomo Faenza e Davide Minnella. Il programma si avvale della consulenza editoriale di Filippo Ceccarelli e quella storica di Sabino Cassese e Alberto Melloni.

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