Massimo Scattarella, George Leonard e Giorgio Ronchini: i veri amici al Grande Fratello non si nominano mai

Il Grande Fratello 10 si sta rivelando uno degli spaccati più banalizzanti dell’universo maschile. Due categorie: da una parte l’uomo virile che non deve chiedere mai, dall’altra l’omosessuale dichiarato (Maicol Berti) o il genere amico delle donne (Tullio Tomasino). Non ci sono vie die mezzo. E’ scomparsa ogni traccia dei poeti o pseudo-intellettuali, o millantati

Il Grande Fratello 10 si sta rivelando uno degli spaccati più banalizzanti dell’universo maschile. Due categorie: da una parte l’uomo virile che non deve chiedere mai, dall’altra l’omosessuale dichiarato (Maicol Berti) o il genere amico delle donne (Tullio Tomasino). Non ci sono vie die mezzo. E’ scomparsa ogni traccia dei poeti o pseudo-intellettuali, o millantati giornalisti delle passate edizioni, maschietti con un minimo di spessore o con degli interessi più cerebrali (forse è meglio così, visto che la cultura è diventata un’onta da extraterrestri). L’occupazione media è orientata verso il mondo delle discoteche o dei salotti tv e non prevede il discreto fascino dell’intelligenza.

Il Grande Fratello 10 ci insegna come deve essere l’amicizia alle soglie del 2010. George Leonard, Giorgio Ronchini e Massimo Scattarella hanno stretto, infatti, un accordo falsissimo, che prevede un’unica grande dimostrazione di lealtà sempiterna (video):

“Questo è il patto della vera amicizia: noi tre nominarsi mai. Uno due tre, woah”.

Condivisibile la chiosa polemica di Maicol, “il gay” portato ai massimi livelli macchiettistici che, tra un gridolino e l’altro, ci ha visto lungo sui sodalizi strategici tra uomini:

“Mi hanno ricordato i tre moschettieri dell’anno scorso. Gli ho detto, copioni, cambiate”.

Al Grande Fratello 10, dicevamo, da una parte vediamo recitato il cameratismo da spogliatoio, solo per veri uomini. Oppure la storia d’amore precoce per non sfigurare davanti ai più grandi, vero Marco Mosca? Dall’altro canto scene di ordinario bullismo, che sembrano uscite dall’Ora di ginnastica di Rilke o dal giovane Törless di Musil, dove l’omaccione sfida il collegiale più fragile in una prova di forza dall’esito scontato.

Al Grande Fratello 10 ci sono due caricature di uomo: quello di cui ridono tutte e quello che si prende gioco di tutti tranne che dei propri soci, quello che coltiva la bellezza fisica e il fashion-victim nel Dna, con tutte le insicurezze che questo comporta. Non ci sono uomini normali, sempre che la normalità interessi ancora a qualcuno.

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