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Editoriale – Critiche, reality, interessi e onestà intellettuale

Non c’è che dire: fare equivale a sottoporsi a critiche. Ed è bene che arrivino le critiche, perché per chi, come il sottoscritto, cerca di mettersi in discussione quotidianamente, le critiche sono un toccasana, un momento di utile confronto. Tuttavia, lasciatevi dire che, francamente, leggere commenti che accusano la redazione di essere al soldo di

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Non c’è che dire: fare equivale a sottoporsi a critiche. Ed è bene che arrivino le critiche, perché per chi, come il sottoscritto, cerca di mettersi in discussione quotidianamente, le critiche sono un toccasana, un momento di utile confronto. Tuttavia, lasciatevi dire che, francamente, leggere commenti che accusano la redazione di essere al soldo di questa o quell’altra realtà è piuttosto frustrante: come ho già avuto modo di dire in passato, la cosa accade a seconda della trasmissione che è in onda in quel momento – o magari quella che genera maggior interesse sul web – e a cui, naturalmente, si dedica più interesse. Ci è stato detto di essere filo-RAI, poi filo-Mediaset, poi addirittura filo-SKY. Se La7 facesse più ascolti o fosse più chiacchierata, forse ci si direbbe che siamo filo-La7. La cosa è decisamente molto italiana.

Per fare una piccola statistica numerica fra reality e talent (non vorrei mai che i puristi si scandalizzassero), su TvBlog esistono 441 post dedicati al Grande Fratello (reality che consta di 10 edizioni, inclusa quella appena iniziata), 340 dedicati all’Isola dei Famosi (che di edizioni ne conta 7, ma la settima non è ancora cominciata), 272 a X Factor, giunto alla sua terza edizione, 448 a Amici, giunto alla nona edizione con una formula decisamente diversa rispetto agli altri. E parlo dei reality e dei talent: realtà che il sottoscritto non esita a massacrare quando può, cercando di non mancar di rispetto a quei lettori che di reality e talent fanno una scelta, o una ragion d’essere.

Le proporzioni appaiono abbastanza sensate, anche tenuto conto di una serie di fattori che sono la necessità di far indicizzare i nomi dei concorrenti, per esempio. E poi c’è – già, badate bene – la concorrenza. Che ormai è agguerrita, ha desunto da TvBlog varie idee maturate nel corso degli anni, dai dati Auditel al liveblogging, e lavora, ovviamente, per farsi indicizzare a più non posso su Google. E’ un meccanismo normale, direi. Privo, sicuramente, di qualsiavoglia interesse altro che non sia quello di offrire ai nostri lettori una scelta quanto più varia e variegata possibile – gli inizi dei reality sono sempre “monopolizzatori” del blog – e, allo stesso tempo, di trovare lettori nuovi, consolidando le posizioni sui motori di ricerca.

Perciò, ecco, toglietevi dalla testa una volta per tutte che qui giochino chissà quali interessi. L’unico interesse che ci sta a cuore è la crescita del nostro blog, il tentativo di fornirvi continuamente stimoli e spunti di discussione, novità, rumors, interviste, pareri di addetti ai lavori. Il prezzo da pagare è – ahimé – la necessità di occuparsi in maniera un po’ preponderante, dei reality quando partono e di ciò che genera attenzione da parte dei motori di ricerca e degli utenti internet.

Credo fermamente – e sono disposto a sostenerlo di fronte a qualsiasi critica – che un’analisi della home page di TvBlog nel corso di giorni, settimane, mesi, non potrà che confermare quanto affermo – anche con un po’ d’orgoglio – e che qui si cerchi, quotidianamente, di dare una risposta alle esigenze dei lettori, e – soprattutto – di parlare di televisione. Da un punto di vista più che indipendente e dando spazio a redattori che propongono – fortunatamente e per esplicita richiesta del sottoscritto – i loro diversi punti di vista. Qualcosa riuscirà, qualcosa riuscirà meno, ma di sicuro ci si prova con onestà intellettuale. Un’onestà intellettuale che dovrebbe essere propria anche di chi critica.