Sanremo 2019, come è stata scelta la Giuria d'Onore? Baglioni risponde

Il premio a Motta e Nada per il Miglior Duetto ha lasciato perplessi molti: ecco come Baglioni ha scelto la Giuria d'Onore.

In principio fu Giuria degli Esperti, denominazione lasciata anche nel regolamento di Sanremo 2019 e modificata a pochi giorni dall'inizio del Festival. Per la 69esima edizione è presieduta da Mauro Pagani ed è composta da Ferzan Ozpetek, Camila Raznovich, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini, Joe Bastianich.

La Giuria d'Onore di Sanremo 2019 si è fatta conoscere nella quarta serata: oltre ad aver votato le esibizioni come la Sala Stampa e il Televoto (con un peso del 20% sul totale) ha assegnato il Premio al Miglior Duetto alla coppia Motta - Nada, tra la perplessità generale viste le esibizioni davvero superlative di Ghemon con Diodato e Calibro 35 su Rose Viola o la versione radio edit di ArgentoVivo, con Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Rancore, giusto per citarne un paio.

In conferenza stampa è scattata inevitabilmente la domanda, senza polemica va detto, su quale sia stato il principio che ha guidato la scelta di questa Giuria d'Onore. "Allo Strega votano autori, agenti letterari ed editori, gli Oscar sono votati solo dai tecnici... come è stata formata la giuria?" fa notare D'Antoni di QN. Il direttore Artistico Claudio Baglioni ha provato a rispondere.

"E' un elemento del Festival che ho ereditato e che c'è da molti anni. Non so bene chi l'abbia inventata ma è una consuetudine del festival, una servitù del Festival. In effetti è difficile trovare una giuria d'onore. Innanzitutto bisogna vedere chi ci vuole venire: non tutti quelli che vengono interpellati vogliono farlo. Il principio è quello di scegliere persone che siano fuori dall'ambito discografico, che non siano critici musicali praticanti, ma che abbiano una sufficiente preparazione e un'attitudine alla cultura musicale [...] Ozpetek è un grande cultore di musica..."

e aggiungeremmo che Bastianich la pratica. Baglioni sembra poco convinto in generale della presenza della Giuria d'Onore o comunque di una giuria esterna (cfr. il video della conferenza intorno al minuto 58):

"Sono d'accordo... Ringrazio chi è venuto, però è una consuetudine che potrebbe anche essere cambiata in qualche prossima edizione".

A ricordagliene la funzione ci pensa Marco Molendini, de Il Messaggero, che rimembra al direttore Artistico che la Giuria nacque per controbilanciare il 'potere' del Televoto. A proposito di pesi e di giurie, il direttore artistic0 dichiara anche di aver "diminuito il peso percentuale della giuria rispetto all'anno scorso", ma in realtà la composizione del voto è esattamente come quella dello scorso anno, con un 20% contro il 30% della Stampa e il 50% del Televoto.

Diciamo che si avverte un po' di stanchezza...

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