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Clemente Mimun e Lucio Presta contro Carlo Freccero: “Non è tempo di guru”

La polemica scoppia su Twitter all’indomani della conferenza stampa del neo-direttore di Rai2.

L’eco della conferenza stampa di ieri del neo-direttore di Rai2 Carlo Freccero continua a risuonare, soprattutto sui social network. L’annuncio del desiderio di ristrutturare dalla testa ai piedi la seconda rete della televisione di stato, connesso inevitabilmente alla chiusura o allo slittamento verso altri lidi di alcune trasmissioni di successo che non sarebbero più in linea con i nuovi parametri editoriali, ha suscitato i commenti di tutti coloro che si occupano di comunicazione; ultimi, ma solo in ordine cronologico, quelli di due navigati operai del piccolo schermo, che con Freccero hanno avuto più volte a che fare in passato: Clemente J. Mimun e Lucio Presta.

Il direttore del Tg5, senza citare direttamente Freccero, ha sentenziato sul proprio profilo Twitter che “non è tempo di guru, meno che mai in tv“, mettendo in guardia i propri lettori che “ce ne accorgeremo presto” che si tratta, pertanto, di una falsa impellenza. Sembra che in discussione non ci siano tanto le scelte per la rete, che mirerebbe ora a collocarsi tra quelle che vantano un palinsesto ricco di programmi di informazione ed approfondimento giornalistico, quanto l’atteggiamento da guida spirituale, che non meriterebbe di essere riconosciuto come fresca panacea per tutti i problemi del sistema-televisione.

D’altronde fu lo stesso Mimun, al timone del Tg2 durante il Freccero I, a modificare i connotati dell’informazione su Rai 2, con l’introduzione di rubriche di successo e l’idea di trasformare l’edizione del telegiornale della sera in un’arena pluralista. Un progetto non molto diverso da quello di Freccero, che parla a più di vent’anni di distanza da un’intervista di Mimun alla Repubblica, in cui rivelò i piani per il suo Tg2:

Faremo opinione sui temi caldi. Una volta espresse le posizioni in campo, diremo la nostra, apriremo dei dibattiti, senza mai diventare faziosi. Curiamo il target alto ? Sì, ma non pensiamo solo alla classe dirigente, che forse torna a casa pure più tardi. Il Tg2 delle 20.30 è per tutti.

In risposta al tweet del giornalista romano è intervenuto Lucio Presta, agente di numerose celebrità dello spettacolo, che ha sottolineato come non ci siano opere dei suddetti guru, o che almeno “gli sfuggono“. Prima del commento, Presta si è però anche definito “imbecille” in replica a Freccero, che poche ore fa ha chiarito la sua posizione circa la messa in onda sulla sua rete delle repliche della prima stagione di The Good Doctor al venerdì sera:

[…] chi dice che, mettendo in onda le repliche, io faccia una controprogrammazione su Rai1, è un imbecille.

L’autodenuncia non giunge certo a cuor leggero: il fondatore dell’agenzia Arcobaleno Tre sarebbe emotivamente e professionalmente coinvolto dalle scelte e dall’affronto di Freccero, in quanto proprio sull’Ammiraglia, proprio per venerdì sera, è prevista la messa in onda della quarta edizione di Superbrain, lo show degli iperdotati condotto dalla moglie ed assistita Paola Perego. La maretta tra i due, tuttavia, pare spirare già da tempo. Esattamente cinque anni fa, in piena discussione sull’influenza degli agenti tv, Freccero rilasciò un’intervista al Fatto Quotidiano in cui rivelò che gli agenti:

Ti vendono diamanti e, nel sacco, mettono anche pietre meno preziose. Normalmente la mercanzia è differenziata tra fasce pomeridiane, mattutine e notturne. Se ti chiami Presta sai che ciò che proponi andrà comunque in prima serata.

Vecchi rancori, ritrovati attriti. E siamo solo all’inizio.