I Retroscena di Blogo: La voglia di sovranismo nella Tv giallo verde

I movimenti peristaltici della grande pancia Rai

di Hit

Lo abbiamo visto con la manovra economica che il parlamento si appresta oggi ad approvare alla Camera dei deputati. Il governo attuale della Repubblica italiana, dopo un tira e molla con l’Europa, ha partorito un disegno che nelle prossime ore diverrà legge, un disegno che è certamente un pochino cambiato rispetto all’idea originale, ma che nella sostanza viene fermamente difeso dalla attuale maggioranza politica.

L’idea di essere padroni a casa propria è certamente l’impegno di base su cui si fonda questo governo e le concessioni all’Europa degli ultimi tempi sono state viste non molto bene da una parte dell’elettorato di questa maggioranza, che secondo gli ultimi sondaggi ha perso un po’ di consenso. Una certa idea di sovranismo Lega e 5 stelle hanno voluta inserirla anche nelle ultime nomine alla Rai, portando alla televisione pubblica alcuni rappresentanti (vedi per esempio il Presidente Marcello Foa) che fanno di questa convinzione un loro credo.

Ma la televisione, sopratutto quella generalista, deve già essere per forza di cose sovranista. Deve cioè raccogliere gli umori della maggioranza della gente, renderla in qualche modo protagonista, magari intercettarli prima degli altri quei bisogni e trasferirli su di essa, semplicemente per raccogliere quanti più telespettatori possibili. In questo Rai1 e Canale 5 sono le televisioni più sovraniste perchè la loro vocazione è quella di fare il pieno di pubblico.

Canale 5, sopratutto con Maria De Filippi che è l’elemento certamente più sovranista di Mediaset, lo deve fare per necessità commerciali, non avendo un canone, mentre Rai1 lo deve fare perchè senza la sua raccolta pubblicitaria farebbe fallire la Rai, che con il solo canone non riuscirebbe a vivere. In tutto questo scenario sarebbe in corso una corsa, scusate il gioco di parole, verso un modellamento sempre più marcato ad una televisione, chiamiamola cosi, sovranista.

Si starebbe cioè pensando di farcire il palinsesto televisivo, con elementi che vadano a dare al telespettatore la sensazione di avere in mano il piccolo schermo. Certamente, come abbiamo avuto modo di ricordare, in Rai la televisione sovranista o se preferite più pop è Rai1. Dall’editto di Enrico Manca a Pippo Baudo in poi su Rai1 è il pop che comanda, sempre mischiato ovviamente ad una piccola dose “alta” che la deve differenziare da una televisione commerciale nuda e pura.

Da Rai2, con l’arrivo di Carlo Freccero, sembra si voglia percorrere questa medesima strada, rendere cioè la seconda rete non una semplice alternativa alla prima, ma in qualche modo affiancarla al primo canale, arrivando ad intercettare alcuni umori del grande pubblico Rai magari sfuggiti a Rai1, cucinandoli con il forno a microonde rispetto alla cottura tradizionale usata dalla prima rete. Mi viene in mente l’operazione Aboccaperta di Gianfranco Funari avviata da Giovanni Minoli proprio nella seconda rete negli anni ottanta, che andava esattamente verso questa direzione. Attenzione però a non arrivare alla cannibalizzazione del pubblico fra i due canali maggiori della televisione di Stato, cosa che renderebbe più debole Rai1 (la prima rete è la vera cassaforte della Rai, ogni punto perso di share vuol dire circa 30 milioni di euro in meno in pubblicità) e porterebbe Rai2 in un territorio inesplorato. Del ciclo: in Rai c’è già una tv sovranista ed è Rai1.