Freedom – Oltre il confine: su Rete 4 Roberto Giacobbo porta la divulgazione in prima serata (dichiarazioni + foto)

L’incontro stampa con Roberto Giacobbo nel Duomo di Milano per la presentazione di Freedom – Oltre il confine su Rete 4

Iera sera, grazie a Mediaset e alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, un gruppo ristretto di giornalisti ha avuto la possibilità di visitare gli ambienti più suggestivi del Duomo di Milano, protagonista (della quinta puntata) di Freedom – Oltre il confine, il nuovo programma di divulgazione storica, scientifica ed archeologica di Roberto Giacobbo (che è stata anche la speciale guida di questa visita), in prima serata, da giovedì 20 dicembre 2018, su Rete 4 (previste, ad oggi, 8 puntate ed una seconda stagione con altri dodici appuntamenti tra aprile e maggio 2019).

Roberto Giacobbo approda a Mediaset ritrovando il proprio inconfondibile stile: un approccio diretto e pop alla divulgazione, fatto di presenza sul campo, incontri con i testimoni dei fatti, grandi personaggi e tante domande. Contenuti di qualità autoprodotti. Ecco qualche esempio:

– Davvero il 14esimo obelisco di Roma è sepolto sotto il Senato?
– La guardia scelta del Faraone poteva essere composta dagli antichi sardi, arrivati in Egitto più di 3.000 anni fa?
– La penicillina è stata scoperta dal Premio Nobel Alexander Fleming o da un italiano?

Il team di Giacobbo ha visitato Messico, Stati Uniti, Egitto. E poi Roma, Venezia, Napoli, insieme a Sardegna, Isola d’Elba ed altre location sorprendenti, sia reali che virtuali.

Giacobbo: In ogni puntata, divertiremo la mente, innoveremo la divulgazione in tv, non ci sarranno professori in cattedra. Gli ascolti? Puntiamo sulla qualità di un progetto. Ho anche un incarico a Focus per la responsabilità dei contenuti e del lavoro degli autori. Metterò a disposizione la mia esperienza per la produzioni interne.

Ogni scena di “Freedom” è ripresa con almeno cinque telecamere diverse, tutte in 4K, ed un drone (per la prima volta, un dispositivo di ripresa assai avanzato è entrato nel Duomo di Milano). L’intento è mostrare non solo il punto di vista di Giacobbo e della sua troupe, ma accompagnare lo spettatore sul set di ripresa, come se fosse presente sulla scena. In alcuni casi, i siti archeologici sono stati riprodotti virtualmente, usando scanner 3D a laser o attraverso la costruzione di modelli a nuvole di punti.

Giacobbo: Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella tecnologia. Ci sono delle nuove telecamere che prendono tutta la gamma dei colori, li seleziona per trasmettere un’emozione o una particolare sensazione. Anche le musiche sono realizzate artigianalmente da un musicista. Gli autori? Li ho scelti in base alle loro competenze che, poi, trasformiamo in un linguaggio televisivo facilmente comprensibile. In ogni puntata, si andrà oltre il confine, dove le telecamere, solitamente, non hanno facile accesso.

Inoltre, “Freedom” adotta grafiche che utilizzano un font ad alta leggibilità per i dislessici: una forma di attenzione verso gli spettatori appassionati di divulgazione, in particolare i più giovani, che vivono questa peculiarità.

Il carattere tipografico EasyReading, infatti, riesce a superare le barriere di lettura grazie ad alcune particolarità che permettono ai dislessici (nel mondo sono 700 milioni) di leggere rapidamente o ridurre di molto i tempi di lettura.

Giacobbo: Fredoom è una naturale evoluzione, un viaggio. Le scritte sono state fatte seguendo uno studio, EasyReading, un carattere che facilita la visione a chi è dislessico. La divulgazione deve essere per tutti. Non puo’ essere un programma di settore. La divulgazione in prima serata è una scommessa per Mediaset. Per me, invece, è un ritorno alla libera professione. Quando ho deciso di lasciare la Rai, mi sono detto: “E’ il momento di cambiare vita”. Ho trovato una grande partecipazione qui. Ringrazio il direttore di Rete4, Sebastiano Lombardi per l’accoglienza. E le 32 persone della mia squadra che hanno sposato questa avventura.

Il font – che debutta in TV con “Freedom” – è ibrido, essenziale e frutto di 10 anni di studi da parte di un team torinese capitanato da Federico Alfonsetti. È composto da 811 glifi (lettere, numeri, accenti, simboli, punteggiatura) e presenta lettere con grazie (serif) e senza grazie (sans-serif). Il design delle lettere con grazie dedicate, utili a prevenire lo scambio percettivo tra lettere simili per forma, ha permesso di determinare spazi calibrati capaci di contrastare l’effetto dell’affollamento percettivo e quindi dare maggior respiro alla lettura.

Tra le altre curiosità di «Freedom», che viene trasmesso dal Centro Palatino di Roma, il fatto che Roberto Giacobbo compaia su un monitor di sei metri, da dove – caso unico nel panorama televisivo italiano – pone domande a ospiti ed esperti senza essere fisicamente presente in studio.

Ogni puntata, infine, viene riproposta il sabato successivo alla messa in onda, alle ore 15.30: «Freedom – DayTime», questo il titolo, offre una sintesi di quanto trasmesso in prima serata, ma arricchito di contenuti inediti.

Lombardi (direttore di Rete4): Roberto è una persona dall’umanità molto ricca. E’ riuscito a dare entusiasmo ad una rete in continuo rinnovamento. Rete 4 ha voglia di guardare molto lontano con uno sguardo sempre curioso. Ho corteggiato molto Roberto. Avevo voglia di dare un nuovo colore alla rete che dirigo, arricchendola di nuovi contenuti. Giacobbo ha costruito uno spettacolo onesto.

«Freedom – Oltre il confine» è un programma di Roberto Giacobbo, scritto con Irene Bellini, Valeria Botta, Massimo Fraticelli, Maurizio Gianotti e Marco Zamparelli. Alla regia, Francesco Anzalone e Paolo Parisotto.

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