Marco Liorni: "La Vita in Diretta? Un programma che ti succhia l'anima. Italia Sì è mio figlio"

Il conduttore spera di poter parlare il prima possibile con i dirigenti Rai del suo futuro.

Un Marco Liorni a ruota libera si è raccontato a Rai Radio2 nel corso del format I Lunatici, programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

Il popolare conduttore televisivo ha parlato del suo programma, in onda ogni sabato su Rai 1, Italia sì:

Sta andando bene perché stiamo facendo il programma che ci piace, siamo liberi di decidere, pensare e sviluppare tutto quello che succede. E' una cosa meravigliosa, possiamo parlare di tutto e svilupparlo come uno lo sente. Il pubblico premia le cose che sente abbiano un'anima.

Liorni parla anche del suo addio a La Vita in Diretta, che ha condotto dal 2011 al 2013 e dal 2014 al 2018:

E' una cosa chiusa e strachiusa. La cosa che mi rimane è che riesco più spesso a dormire di notte. A La Vita in Diretta trattavamo spesso delle storie, degli argomenti, delle cose così coinvolgenti, così forti, che di notte capitava di svegliarsi e ripensarci. Se hai davanti una madre cui hanno ucciso il figlio, in tv ci stai dieci minuti, la mattina l'hai passata ad entrare empaticamente nella storia, prima della trasmissione ne riparli, quando arrivi di notte ti ritorna tutto su. In questo momento se ripenso a La Vita in Diretta penso che era un programma che ti succhiava l'anima. E' stata una esperienza di vita pazzesca, durata sette anni. Un grande privilegio, ma una cosa che mi ha impegnato molto anche emotivamente. Tutto il resto passa in secondo piano".

E infine sul suo futuro:

Spero che 'Italia sì' cresca, come maturità proprio del programma, perché in ogni puntata scopriamo una cosa diversa. Ogni puntata è una esperienza per crescere. In questo momento 'Italia sì' è mio figlio. E' un programma che potrebbe andare dappertutto, ci puoi mettere  qualunque cosa. Ha veramente tante potenzialità. In Rai spero presto di poter parlare con i nuovi dirigenti per capire se potremo fare ancora strada insieme oppure no. 
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