Mai dire Talk: i Gialappi tra silenziosi divani affollati, fake news e parodie

La Gialappa’s torna in prima serata con un nuovo esperimento e trova vecchi e nuovi amici. All’ombra di Instagram e YouTube.

Tre ore e mezza. Mai dire Talk si adatta realmente alle trasmissioni di cui vuole dichiaratamente fare il verso, anche nella durata: quasi duecento minuti per il nuovo esperimento della Gialappa’s Band e del Mago Forest, che tornano alla conduzione in tandem su Italia 1 dopo i fasti del passato. La sfida è quella di destrutturare il talk show classico e di fornirne una versione dissacrante, fuori dagli schemi, con lo scopo di verificare se il profilerare dei salotti nel piccolo schermo aiuti ad alimentare dibattiti o se la realtà faccia più ridere del comico.

I programmi di riferimento per l’operazione di selezione e di ricomposizione sono i granitici contenitori che accompagnano le domeniche del pubblico televisivo italiano, che tra un caffè e un riposino riesce a sopportare l’estenuante diretta che procede per ore. La situazione per i programmi di prima serata, tuttavia, è decisamente più drammatica per la gran parte dei telespettatori: una volta calato l’occhio a metà trasmissione, è difficile tornare pienamente vigili per seguire il resto del talk. Tanti i temi toccati: alle interviste per la promozione di film e di programmi televisivi si sono alternati spazi dedicati alle imitazioni, alla gara per il posto fisso tra le due giornaliste, ai giudizi del pubblico, ai filmati e ai (brevi e sporadici) interventi degli opinionisti. Parecchia la ruggine da scrostare dagli ingranaggi del carrozzone Mai dire, che torna in studio a quasi dieci anni di distanza in una formula in parte simile a quella del passato (il riferimento ultimo è al Mai dire Grande Fratello del 2009), in parte obbligata a fare i conti con le novità tecnologiche che hanno fatto brutalmente irruzione nelle vite di ognuno di noi: social network, fashion blogger, fake news, teorie complottiste che viaggiano su YouTube, shopping online e videogiocatori hanno rappresentato un filo rosso per molte delle rubriche e degli sketch della puntata. Anche a Sensualità a corte, l’attesissima serie di Marcello Cesena, Madre è diventata influencer. C’è da dire che il racconto della pervasività e della perversità di Internet è argomento spinoso in televisione: il rischio di lambire il retorico, di voler parlare ai gggiovani con i linguaggi che sarebbero tutti loro è dietro l’angolo (si veda l’esempio recente dei meme lanciati a Striscia la notizia), anche per i professionisti come Cesena, che non convince col suo Chiaro Ferragni; d’effetto nella sua semplicità Brenda Lodigiani nel ruolo della “sussurratrice“, amante dell’ASMR e dei soldi facili.

Dal punto di vista contenutistico, è possibile scandire questo primo appuntamento in tre parti, proprio come capita nei pomeriggi di Barbara d’Urso:

  • Nel primo tempo, che intercetta le prime due ore e mezza di trasmissione, la narrazione delle tendenze e delle questioni del web avviene lenta direttamente dalla voce degli stessi protagonisti (o di chi ne fa parodisticamente le veci): arriva Cicciogamer89, la cui attività i Gialappi e gli ospiti in studio non sanno bene inquadrare, seguito dalla star dei social Giulia de Lellis e dal poeta Gio Evan, reso noto da Elisa Isoardi su Instagram; l’Asia Argento della Manzini parla con Forest per videomessaggi brevi in formato tweet; Maccio Capatonda, col personaggio di Jerry Polemica, si scontra con gli spacciatori di realtà, che vogliono offrire ore di aria ai dipendenti dallo schermo.
  • La seconda parte ricopre la prima mezz’ora di venerdì 30 novembre. È il dibattito politico ed economico, riletto in chiave comica, a sostituirsi al racconto di costume: Giorgia Meloni e il suo talent show sui migranti, un Nando Pangoncelli stanco di dare risposte coi suoi cartelli e il premier Giuseppe Conte interpretato da un (vero) deputato di Forza Italia rispondono alle esigenze dei talk show di dedicare una parentesi all’appassionante telenovela dei partiti italiani. La mimesi sui generis del genere tocca qui il suo acmè: meno circo Chiambretti, più Matrix.
  • La chiosa condensa irriverenza, ritmo e gusto per l’assurdo, proponendosi di fatto come un modello per le prossime tre puntate del talk show. Valerio Scanu, annunciato come l’ospite musicale che ha scelto proprio il salotto di Italia 1 per rivelare un segreto segretissimo (il riferimento istantaneo è al coming out di Marco Carta, conterraneo e collega ad Amici), cioè che in America ha all’attivo una carriera parallela da rapper, sa stare al gioco e strappa l’ultimo sorriso al pubblico.

Tra i punti deboli dell’intera macchina la sconclusionatezza di alcune operazioni, come quella della gara tra le conduttrici giornaliste – la Scordio non regge il confronto con la navigata Mauro -, le cui voci si accavallano spesso tra loro, e della presenza di un parterre di tante belle statuine silenziose. Che anche questi interventi siano state scelte mirate, volte a mettere in luce le dinamiche tradizionali dei dibattiti polifonici in tv?

La Gialappa’s Band si riappropria della prima serata di Italia 1 insieme al compagno di sempre, il Mago Forest, in occasione di Mai dire Talk, in onda da giovedì 29 novembre 2018. Una nuova finestra satirica della rete giovane di Mediaset, che si propone di raggiungere un obiettivo ben preciso: rompere i confini del talk show tradizionale ed imporre un paradigma nuovo di un genere battuto da tutte le reti e in tutte le salse. Ora tocca a quella pepata dell’irriverenza.

Nel cast anche due volti istituzionali dell’informazione targata Mediaset, che si sfideranno nella prima puntata per ottenere il posto fisso al fianco del conduttore e delle voci di Giorgio Gherarducci, Marco Santini e Carlo Taranto: Greta Mauro da Matrix e Stefania Scordio dalla redazione sport di Premium.

Un talk a tutto tondo, in cui si dibatterà di cronaca, attualità, politica, gossip, sport, cultura, cinema e spettacolo; un vero e proprio contenitore, in cui non saranno di certo assenti momenti di goliardia, parodie, sit-com surreali e l’analisi dei momenti salienti della settimana.

Mai dire Talk” è un programma della “Gialappa’s Band”. Scritto con Marco Posani, con la collaborazione di Antonio De Luca, Lucio Wilson, Enzo Santin, Giovanni Tamborrino, Marco Vicari e Silvia Beconi, Laura Bernini, Martino Migli, Leo Morabito, Valerio Palmieri, Alessandro Pedretti, Adriano Roncari e Marcello Ubertone. Regia di Duccio Forzano. Produttore esecutivo Viviana Aguzzi.

Mai dire Talk, i protagonisti

Rincasano a Italia 1 due dei baluardi della comicità firmata Mai dire: Maccio Capatonda (nome d’arte di Marcello Macchia), con i servizi e le indagini di Jerry Polemica – personaggio nato nel 2009 per Tatami – e le parodie dei trailer di celebri film; Marcello Cesena, pronto ad indossare nuovamente cerone e parrucca per il ritorno del baronetto Jean Claude nell’acclamata serie “Sensualità a corte” e a dar vita ad un nuovo personaggio.

Brenda Lodigiani, apparsa già in questa stagione a Quelli che il calcio con l’imitazione di Diletta Leotta e di Chiara Ferragni, in qualità di “brieffatrice” si occuperà di impratichire gli ospiti dietro le quinte in vista delle chiacchiere da talk; da “sussuratrice” proverà ad ottenere il successo sul web con le pratiche dell’ASMR: video bisbigliati e mormorii che stimoleranno l’udito e i brividi degli ascoltatori. Liliana Fiorelli proporrà la parodia di Giorgia Meloni ed Elisa Isoardi, Francesca Manzini quella di Asia Argento, mentre “Le Coliche” (Claudio e Fabrizio Colica, visti recentemente a Pechino Express) interpreteranno Piero ed Alberto Angela. Francesco Marioni sarà Tommaso Paradiso, e insieme ai fratelli Colica traghetterà i TheGiornalai da Youtube al piccolo schermo; con Michela Giraud interpreterà la coppia Fedez-Ferragni, dieci anni dopo i fasti di Instagram.

Mai dire apre alla stand up comedy di impronta statunitense, proprio come in casa Italia 1 Le Iene ha offerto un palco a Maurizio Lastrico e al suo Pregiudizio Universale: arrivano nella squadra Stefano Rapone e Francesco Frascà. Nel cast anche Alfredo Colina, alias Dario Mensola, un giornalista bizzarro già visto a Rai dire Nius. Previste alcune imitazioni del deputato Simone Baldelli, noto per le parodie dei suoi colleghi politici. In anteprima anche le vicende della web serie “I segreti di Valle Hills“, dopo il successo della soap “Intrighi e Passioni” della Antonio Scicolone Production.

Mai dire Talk, gli opinionisti e le rubriche

Come ogni talk show che si rispetta, molti gli ospiti chiamati ad intervenire sugli argomenti di puntata: Maurizia Cacciatori, Jury Chechi, Barbara De Rossi, Paola Di Benedetto, Paolo Guzzanti, Jake La Furia, Marina La Rosa e Aurora Ramazzotti. Renato Mannheimer interverrà in collegamento con i suoi sondaggi.

Alla cultura tradizionale verrà affidato uno spazio in ogni puntata in cui due scrittori presenteranno i loro libri in uscita a Giulia De Lellis, con lo scopo di convincerla a prenderne in mano uno per la prima nella sua vita.

Mai dire Talk, dove vederlo

Mai dire Talk va in onda dagli studi milanesi di TeleLombardia il giovedì in prima serata su Italia 1 (canale 6 SD e 506 HD del digitale terreste, 106 di Tivùsat), a partire dalle 21.25 fino a 00.15.

Mai dire Talk, second screen

Mai dire Talk è raggiungibile su Twitter, all’indirizzo a cui fa a capo l’intera famiglia dei programmi Mai dire, su Facebook e su Instagram. L’hashtag da inserire nei vostri post per commentare con la comunità online la trasmissione è #maidiretalk.

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