Il triste destino di Uozzap: da parente di Techetecheté a blobbone dei talk di La7

Lanciato a luglio come programma chiamato a rispolverare gli archivi di La7 (e Tmc), Uozzap si è trasformato da inizio autunno in blobbone dei talk della settimana trascorsa

Era stato ribattezzato il Techetecheté in salsa La7, ma dopo qualche mese si è trasformato in un blobbone aziendalista. Strano e sinceramente triste il destino di Uozzap, che avrebbe dovuto far dimenticare il precedente esperimento di Special Guest e valorizzare gli archivi della rete diretta da Andrea Salerno, ripescando dal suo passato con un occhio buttato anche sulla vecchia Tmc.

Il fischio d’inizio c’era stato lo scorso 8 luglio. Chiaro riferimento all’applicazione per smartphone e via alla riproposizione di filmati passati, introdotti da finti dialoghi in chat che non strappavano sorrisi nemmeno a pagarli. Ad interessare era tuttavia il contenuto, il più delle volte limitato a interventi ironici in programmi non troppo datati, privi dell’effetto ‘come eravamo’ che tanta emozione genera nel pubblico.

L’esperimento è durato poco, visto che già a fine settembre le basi della trasmissione sono state stravolte con l’avvento del riassunto settimanale. Niente a che fare però col meglio dell’emittente, sostituito dagli accadimenti politici narrati dai talk di casa.

E così, in una rete che fa già delle chiacchiere il suo tratto distintivo e monopolizzante, ecco un nuovo intruso chiamato a raccogliere tutto e tutti: Tagadà, Propaganda Live, Piazzapulita, Di Martedì, Omnibus, Otto e mezzo, Non è l’arena, L’aria che tira e perfino spezzoni del Tg La7.

Definirla un’occasione persa sarebbe riduttivo.

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