Antonio Ricci ci ha presi per fessi: le sue Creature fanno autogol. Intanto stasera Gad Lerner insiste col “velinismo”

La pietosa difesa delle Veline, imboccate accuratamente dal loro demiurgo Antonio Ricci – che così facendo ha solo reso ancora una volta più chiaro l’impossibilità e l’incapacità di queste ragazze di nutrire anche una minima parvenza di personalità (mi riferisco al “ruolo”: sul piano personale non mi permetto di esprimere giudizi di sorta) – non

La pietosa difesa delle Veline, imboccate accuratamente dal loro demiurgo Antonio Ricci – che così facendo ha solo reso ancora una volta più chiaro l’impossibilità e l’incapacità di queste ragazze di nutrire anche una minima parvenza di personalità (mi riferisco al “ruolo”: sul piano personale non mi permetto di esprimere giudizi di sorta) – non è stata sufficiente per apporre la parola “fine” all’ennesima querelle televisiva, stavolta avente per protagonista più o meno inconsapevole Gad Lerner, conduttore de L’Infedele su La7. Del pasticciaccio brutto ne ha già brillantemente parlato il nostro Gabriele Capasso qualche giorno fa; mi fa piacere, oggi, ribadire il concetto, giacché lo stesso Lerner ha deciso di non mollare affatto la presa e questa sera, nella puntata de L’Infedele, in onda su La7 alle ore 21.05, calcherà nuovamente la mano: “Donne, tv e potere” sarà infatti il tema portante in scaletta e ospiti saranno Sabina Ciuffini, Gustavo Zagrebelsky, Ferruccio de Bortoli, Irene Tinagli, Giampiero Cantoni, Alessandro Sallusti, Sofia Ventura e Peter Gomez. Si parlerà (anche) di velinismo e di mercificazione del corpo femminile in televisione.

La cosa mi dà il “la” per riproporre l’inquietante “videomessaggio” che Ricci, appunto, si è inventato per mostrare, secondo lui, le veline di Striscia finalmente parlanti. Come detto qualche riga fa, l’idea è stata un autogol estetico micidiale: il testo, recitato soprattutto dalla Mora, si apre con un “Caro Gaf Lerner, questa sera parliamo noi”, come a voler intendere che, ecco, ora ti facciamo vedere che ti sbagli, che noi, le Veline, non siamo meri contenitori dediti al ludibrio dello spettatore, no, noi sappiamo parlare, noi sappiamo anche Essere oltre che Apparire ed eccoci qui a dimostrartelo. Risultato: un disastro. Il testo stesso, com’è ovvio, trasuda antonioriccismo dalla prima all’ultima sillaba e le due ragazze, splendide come sempre, danno precisamente l’idea che invece vorrebbero allontanare da loro stesse, cioè quella di essere due manichini, anzi due marionette in mano a un abilissimo, geniale, quanto ormai fin troppo rivelato, burattinaio. Qui non ha ragione né Lerner né Ricci, ma di sicuro il papà di Striscia ne esce per l’ennesima volta con le ossa rotte e le corde vocali consumate, tumefazioni proprie di colui il quale non ha più argomenti dialettici convincenti, ma solo strilli, prese in giro, parodie umilianti (l’invito rivolto all’antagonista di andarsi a depilare) e tutto il repertorio dell’arrampicatore sugli specchi di professione.

Le Veline, è stato ancora una volta dimostrato, sono l’esempio più basso e gretto di come venga utilizzata la donna in televisione. L’autodifesa relativa alle nudità (“Non possiamo mostrare mezza tetta scoperta finché siamo in carica”) è una ridicola estensione dell’ipocrisia. Del tipo: ci avete per caso viste tutte nude? E allora di quale mercificazione del corpo parlate? Personalmente mi indigno quando vedo una donna vestita, quindi figuriamoci: il mio antibacchettonismo è reale fino al parossismo, ma qui bisogna ridare un significato alle parole e pertanto scendere a combattere sullo stesso territorio dialettico dei contendenti (anzi DEL contendente, perché, come sempre, c’è chi ha fatto tutto da solo…). Ricci mette in bocca alle sue creature il concetto per il quale i loro corpi non sono utilizzati ad uso e consumo del porno soft commerciale? Bene, allora ci spieghi l’utilità di una doccia all’ora di cena. Caro Ricci, se non altro ti addebiteremo il conto dell’oculista.

UPDATE: mi segnalano la risposta di Gad Lerner a Ricci sul blog de L’Infedele. E’ possibile leggerla a questo indirizzo.

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