Annozero: Lo strano caso del Dottor Bernstein e di Mister Bernstein

Della puntata di Annozero appena andata in onda, quella con l’intervista a Patrizia D’Addario e capace di sbancare l’auditel con un risultato senza precedenti, abbiamo parlato già diffusamente. Un dettaglio però non è ancora stato analizzato, si tratta di un particolare decisamente stonato che, anche rivisto a mente fredda, appare una brutta caduta di stile

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Della puntata di Annozero appena andata in onda, quella con l’intervista a Patrizia D’Addario e capace di sbancare l’auditel con un risultato senza precedenti, abbiamo parlato già diffusamente. Un dettaglio però non è ancora stato analizzato, si tratta di un particolare decisamente stonato che, anche rivisto a mente fredda, appare una brutta caduta di stile per il programma. La scaletta, fra le tante altre cose, includeva un collegamento con Carl Bernstein, celebre giornalista e vincitore del Premio Pulitzer per i suoi articoli sul Washington Post con i quali, insieme a Bob Woodward, svelò i retroscena dello Scandalo Watergate che indusse il Presidente Nixon alle dimissioni.

Santoro lo introduce in maniera decisamente maldestra confondendo l’attore che lo aveva interpretato nel film Tutti gli uomini del Presidente di Alan Pakula, per il conduttore è Robert Redford, ma Bernstein lo corregge con una risata piuttosto divertita specificando che si trattava di Dustin Hoffman. Insomma, si parte decisamente male e lo stesso Santoro non nasconde un certo imbarazzo. Le tre domande che vengono poste a Bernstein, come di consueto quando si tratta di Annozero, hanno lo scopo di dimostrare che “in America non è come da noi” e implicitamente che Silvio Berlusconi rappresenta una macroscopica anomalia nel panorama mondiale.

Cosa possiamo sapere di un politico? Dove si deve fermare l’attività giornalistica?“, “Che idea si è fatto del caso Berlusconi?“, e ancora “Secondo lei assistiamo nel mondo ad un restringimento degli spazi dell’informazione?“. Le risposte di Bernstein sono molto diverse da quelle che Santoro si aspetta, come anche l’escalation delle domande tese a far sbilanciare il giornalista sul caso italiano dimostra, ma il cronista statunitense non sembra abboccare e al contrario appare quasi irritato dal tono e dal contenuto dei quesiti che gli vengono posti. Bolla le domande come “troppo generiche“, dice che “non si può essere fatto un’opinione precisa sulla situazione nel nostro paese“, sostiene che “anche i politici hanno una zona legittima per la loro privacy” e teorizza che “le restrizioni all’informazione tendono ad essere auto imposte” piuttosto che frutto di una pressione dei potenti.

Dopo 6 minuti scarsi d’intervista, poco utili alla trasmissione comunque la si pensi, Santoro liquida Bernstein. Sembra tutto finito lì, ma non passa mezzora che lo stesso conduttore anticipa che il giornalista americano vuole intervenire nuovamente…”anche se pensavo fosse andato via“.

Ed ecco riapparire sul ledwall un Bernstein completamente diverso, incattivito, deciso, che attacca a parlare senza aver nemmeno ricevuto una domanda e si lancia un’autentica invettiva sul rapporto fra l’informazione e i media in Italia, con affondi durissimi contro Berlusconi assolutamente incompatibili (per una qualunque persona di buonsenso) con il tono delle risposte date qualche minuto prima.

Se prima “non era a conoscenza dei dettagli del caso italiano“, dopo diventa un’autentica furia e parla di “situazione assurda, quasi senza precedenti dove il capo di stato di una democrazia occidentale cerca di inibire quello che resta della stampa libera” qualcosa che riporta ad una una sorta “di stalinismo sovietico“. La mutazione è impressionante, non giustificabile, come se (ci viene da malignare) qualcuno abbia imbeccato Bernstein “raccontandogli” fatti di cui evidentemente non aveva una conoscenza di prima mano.

Lo stesso Santoro commenta sogghignando: “Deve aver preso un caffè italiano ristretto…

Tutto normale? Giudicate voi stessi.

Primo intervento di Carl Bernstein ad Annozero


Secondo intervento di Carl Bernstein ad Annozero


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