Il mercante in fiera e Ainette Stephens

Certo, certo. Contro un game si mette un altro game. E visto che il game che c’è di là non è condotto da un conduttore (Pupo), mettiamoci un non-conduttore anche di qua (Pino Insegno). Almeno non si fa male nessuno. Il gioco – prodotto da Magnolia e diretto da Celeste Laudisio – non ha quasi

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Certo, certo. Contro un game si mette un altro game.
E visto che il game che c’è di là non è condotto da un conduttore (Pupo), mettiamoci un non-conduttore anche di qua (Pino Insegno). Almeno non si fa male nessuno.
Il gioco – prodotto da Magnolia e diretto da Celeste Laudisio – non ha quasi nulla di nuovo rispetto all’omonimo gioco di carte natalizio, poco appeal e ancor meno suspanse. Proporrei, a questo punto, rivisitazioni televisive de Il Gioco dell’Oca e della Tombola.
Unico motivo di interesse? Ma si, ancora lei, Ainette Stephens, la bellona che conduceva RTV e che ne Il Mercante in Fiera sflia in tuta di pelle. Un’altra piccola apparizione, verso il successo.
Come dite? Non ho parlato del programma? Non c’è altro da dire, credetemi, se non segnalare un esilarante – e involontariamente trash – scambio di battute durante una delle tipiche trattative da Mercante in Fiera. Di quelli che neanche lo zio al cenone dopo una l’ennesima bottiglia di barolo. L’ha segnalato, bontà sua, Gianluca Neri.