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QUALITA’ DELLA TV SECONDO CHI?

Torno a Torino dopo le due presentazioni di “Torino Gira”, anteprima e inaugurazione del Prix Italia. Torno felice. Il film doc è piaciuto ai torinesi che hanno affollato il Piccolo Regio (dieci minuti filati di applausi) e si sono messi numerosi davanti ai televisori il giorno dopo per la[…]

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Torno a Torino dopo le due presentazioni di “Torino Gira”, anteprima e inaugurazione del Prix Italia. Torno felice. Il film doc è piaciuto ai torinesi che hanno affollato il Piccolo Regio (dieci minuti filati di applausi) e si sono messi numerosi davanti ai televisori il giorno dopo per la trasmissione andata in onda su Rai3 mattina nel Piemonte. E dire che tremavo di paura.
Torno sotto la Mole per un convegno dell’università su un vecchio, caro tema a tutti coloro che- come noi di Tv Blog -cercano un principio ordinatore, o almeno qualche riflessione da proporre : “Qualità della televisione secondo chi?”. All’incontro, introdotto e condotto da Marino Livolsi, parteciperanno venerdì 25 settembre dalle 14 alle 17 Alessandra Comazzi (La Stampa), Axel Fiacco (MTV), Annunziato Gentiluomo (SAA Torino),Gianpaolo Caprettini (Extracampus Università di Torino), Benedetta Galbiati (Endemol); e il sottoscritto, come autore.
L’ incontro fa parte di una iniziativa, aperta il 21, intersecata anche con il Prix Italia, quale stanno prendendo parte Mario Morcellini, Sergio Scaramuzzi, Ugo Volli, Pina Lalli, Peppino Ortoleva, Giuseppe Richeri, Enrico Menduni, Antonio Santangelo, Gabriella Taddeo, Aldo Grasso, Vittorio Bossi e altri. In prevalenza, studiosi.
Cosa diremo? cosa dirò? L’ultima volta che mi sono interrogato sulla qualità della, delle tv è stato tre anni fa, quando ho scritto in un saggetto che trovavo, e trovo ancora, il tema astratto. Tutti ne parlano ma nessuno sa cos’è o come ripensarlo.
Non anticipo poco o nulla su quel che mi capiterà di dire, ascoltando gli altri intervenuti; farò delle conoscenze nuove; cercherò di rendermi conto e di assimilare le differenze; infine, metterò in gioco non soltanto il mio lavoro d’autore ma anche la mia frequentazione di Tv Blog e di Tv Talk, esperienze che mi sono e mi sono state più che utili, e mi hanno aperto occhi e orecchie.
Un tarlo mi lavora dentro. E’ una sensazione che prende ogni giorno più piede. E mi piace che il titolo dell’incontro intenda discutere della qualità “secondo chi”. Questo “secondo chi” è, a mio avviso, fondamentale; è un indicazione a più significati: il racconto di ciò che si fa o si è fatto; il vaglio delle competenze e dei punti di vista diversi fra loro; il desiderio, implicito, di usare il passato e il presente per guardare almeno un poco al futuro.
Il tarlo è una parola: “eufemismo”. Penso che “qualità” abbia cambiato senso e non corrisponda a qualcosa che pareva chiaro fino a ieri, con l’elogio della vecchia tv, del vecchio e buon cinema, del teatro colto e magari brillante, del varietà che ricorda le stagioni del “loro” amore, quello appunto degli spettatori di oggi legati comunque a ieri, o di tutti coloro che per differenti ragioni continuano a confidare nella qualità che fu e sarà per sempre.
L’”eufemismo” è il tarlo che mette sulla graticola,si fa per dire, la storia della qualità come l’abbiamo intesa. Adesso che voglio concludere, la parola “eufemismo” mi pare calzare a pennello su una definzione di un maxi genere : quella di “tv trash” che ha mosso mari e montagne, e di cui si parla poco, forse perchè ha vinto su tutta la linea, forse perchè il silenzio significa che il “trash” non attizza scontri o sfide a duelli e non lo si capisce, o si vuole dimenticarlo,esorcizzarlo; forse perchè è la “qualità” accettata che ci giunge scontata, sdoganata nel vuoto delle “qualità” di cui si nutriva la cara e vecchia tv. Punti interrogativi. Vi riferirò.
Italo Moscati

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