TRASH! E’ IL MOMENTO BUONO

E’ il momento buono. Si torna a parlare di trash o di spazzatura sui giornali come non avveniva da tempo. I colpi di scena e i tormenti di RockPolitik in confronto sono gigantesche montagne di parole fatte almeno in parte di qualità. Comunque sia, Adriano può osare quel che vuole, anche di mettere in scena

E’ il momento buono. Si torna a parlare di trash o di spazzatura sui giornali come non avveniva da tempo. I colpi di scena e i tormenti di RockPolitik in confronto sono gigantesche montagne di parole fatte almeno in parte di qualità. Comunque sia, Adriano può osare quel che vuole, anche di mettere in scena il trash, ma in un modo o nell’altro finisce per uscirne. Magari a distanza di tempo, e in questo caso bastano pochi mesi: il suo programma è solo dell’ottobre scorso, lo rimpiangiamo insieme ai casini che provocava. Il vento che spinge oggi la spazzatura, inquinando l’aria, mi ricorda il puzzo nauseante che arriva al viaggiatore, o tanto peggio al passante a piedi, o a chi ci abita, quando arriva alle porte di Roma dove in località Malagrotta si trova una delle discariche della capitale. E’ un vero e proprio vento di veleni. Ogni tanto gli abitanti della zona si fanno avanti, i politici si recano sul posto a dare solidarietà e assicurazioni; e poi non accade nulla, come se elicotteri arrivassero con deodoranti e profumi di chiacchiere a coprire provvisoriamente l’odor fetente per poi lasciare tutti a narici devastate. Accadrà così anche in questo momento in cui il tema del trash è tornato prepotentemente di attualità?

Basta andare sul forum del Corriere della Sera dedicato alla tv e ai suoi programmi per assistere a uno spettacolo disperato. Le osservazioni e le polemiche si trovano, come si sa, un pò dovunque, ma in questo forum le reazioni degli spettatori sono incandescenti e le richieste di aiuto sono pressanti, con indicazioni dei nomi dei creatori di trash (non sono pochi) e dei programmi che si incaricano di diffondere immagini che odorano esattamente in certe circostanze come e più della cloaca massima dei tempi presenti, la discarica di Malagrotta. Se circola del moralismo nelle reazioni degli spettatori che scrivono -cosa che capita regolarmente per quanto riguarda la tv-, si tratta di scatti che non trovano altre migliori parole per denunciare la situazione che proprio in questi giorni vede impegnati figure importanti dello stato (il presidente Ciampi), i responsabili delle tv (il direttore generale della Rai Meocci) e firme autorevoli. Un dato affiora con prepotenza ed è curioso. L’attacco è principalmente rivolto alla Rai, e questo si spiega con faciltà. La Rai è considerata ancora (?) un servizio pubblico e quindi il pubblico di telespettatori pensa che dovrebbe pagare il canone per contrastare la tendenza in cui la tv versa non da poco tempo. Sacrosanto. Ma non viene posto, o viene posto solo tangenzialmente, il ruolo che nel trionfo del trash hanno avuto e hanno le televisione private, a cominciare da Mediaset. Purtroppo, la tv sembra essere diventata una realtà unica e non scalfibile, e non solo per quanto riguarda lo spettacolo e le prime serate. L’odor di Malagrotta invade come un gas mattina, pomeriggi e secondo e terze serate. Si sta consolidando un totalitarismo di questo odor malagrottiano (la tv è al momento la ” mala grotta” per eccellenza e non discarica ma carica) che vede i pensatori più illuminati e consapevoli ridotti a completa impotenza. Lo stallo è avvertito ormai come definitivo, o quasi. E non è che alzando gli occhi ai satelliti o abbassandolo verso le tv locali qualcosa cambia. Il totalitarismo di cui parliamo è diventato una piovra dai molti tentacoli, anzi ha trasferito la pi0vra(serie tv diventata metafora) dalla mafia a tutti gli schermi. mafia che non uccide ma narcotizza. Le eccezioni non mancano. Ma il trash non è solo contenuto , è linguaggio. L’autore tv che vuole lavorare è costretto, da una opinione fatta propria dai vertici delle tv (salvo le solite eccezioni), a inoculare il trash nei programmi che si vuole considerare ancora seri e interessanti. Il trash e il gioco della piovra sta diventando, è diventato, il padrone di questa realtà televisiva. Fa e dispone. Disfa e impone. E non ha bisogno neanche di insistere troppo. E’ in corso di cancellazione il ruolo dell’autore come testa originale e pensante, intendendo per autori tutti coloro che non vogliono raccontare o rappresentare le loro “autoreferenzialità” ma che si pongono il problema di tentare tagli contenutistici e linguaggi non pronti per la discarica che carica la banalità, il cattivo gusto, la superfluità. Adesso conta non tanto interrogarsi sui ritagli che nella programmazione magari si trovano da qualche parte quanto porsi una questione centrale. La questione di un attacco necessario,o meglio di attacchi concentrici contro la tv dal volto disumano che si identifica nel totalitarismo della tv stessa, tv sintesi perversa di tutte le tv esistenti. Forse questi non sono i giorni migliori per chiedere questi attacchi, in forme che non possono passare solo nelle retrovie (forum o blog), poichè chi potrebbe avere voce o voci in capitolo è “costretto” da destra a sinistrab a portare altro cemento al totalitarismo facendo di tutte le tv il servo strumento di propaganda elettorale. Non ho dubbi però che la questione non possa morire proprio adesso, soffocata com’è da un uragano con folate a cento chilometri all’ora di zaffate che tende a trasformare anche e soprattutto la politica in trash. La mala grotta tv allarga le sue pareti con effetti neanche tanto speciali, anche se sembra di stare dentro Matrix (il programma di Mentana è solo un titolo). La mala grotta tv ha persino il vantaggio di essere sterlizzata e non offende i nasi e neanche gli occhi (se non quelli di una minoranza che prova a mettersi gli occhiali del senso critico e a farsi sentire). Una cosa è certa. Mai, come in questi mesi, la situazione è apparsa tanto chiara. Gli innocenti non ci sono. La strage perpetrata dall’inquinamento trash è dolce e morbida come un sonnifero. Si accende sui giornali, nelle tv che parlano delle tv, negli epistolari. Ma ci stiamo preparando a conviverci, anzi siamo dentro in pieno. Domanda finale, consolatoria: andiamo incontro a quella che si può definire la democrazia fondata sulla stupidità al parfum della Mala Grotta a pollici e cristalli liquidi? Tutti d’accordo?
ITALO MOSCATI

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