Caso Lodi, la replica di Striscia: "Mai vantati di aver dato per primi la notizia. Altri si sono messi le medaglie"

Sul caso Lodi è polemica su chi è arrivato prima. Striscia la notizia attacca Piazzapulita. Ma prima del tg satirico se ne erano già occupati Agorà e L'Aria che tira. In tv però il messaggio conta più del calendario

Riceviamo e pubblichiamo:


A proposito dell’articolo "La tv litiga per il primato sul caso Lodi. Quando il messaggio conta più del calendario" pubblicato da Tvblog.it il 22 ottobre a firma Massimo Falcioni, concordiamo con voi: il messaggio conta più del calendario. E al di là delle primogeniture (sempre difficili da dimostrare), l’aspetto importante è chi abbia «sganciato la cosiddetta “bomba”, generando un boato tale da costringere la politica a riscrivere la sua agenda quotidiana». Striscia non si è mai vantata di aver dato per prima quella notizia: ha solo cercato di chiarire come erano andate davvero le cose quando il giornalista di un’altra trasmissione si è intestato, davanti a Pierre Moscovici, un primato che non gli spettava. Perché, al contrario di quanto scrivete voi, la “bomba” di Lodi l’ha sganciata Striscia la notizia: non lo diciamo noi, lo dicono i cittadini extracomunitari che hanno combattuto per poter far frequentare le mense scolastiche ai loro figli.


Il 19 ottobre il segretario del Pd Maurizio Martina si reca a Lodi per incontrare le famiglie extracomunitarie i cui figli non avevano potuto accedere alle mense. Davanti ai microfoni di numerose radio e televisioni, una donna racconta la propria odissea nella burocrazia e dice a Martina: «Sono andata con Striscia la notizia dal sindaco e dal venerdì al mercoledì la mia situazione è stata sistemata. E mi ha detto lei è a posto…». Parole che chiariscono come sono andate davvero le cose, pronunciate da chi ha vissuto in prima persona quella situazione e non da giornalisti alla ricerca di medaglie da mettersi sul petto davanti a un Commissario europeo.


Ufficio stampa di Striscia la notizia.

La tv litiga per il primato sul caso Lodi. Quando il messaggio conta più del calendario


La tv litiga per rivendicare il primato sul caso Lodi. In questi ultimi giorni più che il tema in sé, ad emergere è piuttosto la corsa ad intestarsi la medaglia per l’arrivo prima degli altri sulla notizia.

Ad innescare la polemica è stata Striscia venerdì scorso, con un servizio ironico – ma manco troppo – contro Enrico Mentana e Corrado Formigli, che riconoscevano a Piazzapulita il merito di aver smosso le acque sulla vicenda delle mense scolastiche ‘inaccessibili’ a figli di extracomunitari per via di un regolamento che obbliga a presentare un documento rilasciato dal Paese d’origine.

La storia ha oltre un mese di vita, tuttavia ha oltrepassato i confini nazionali solo dopo l'11 ottobre grazie al programma di La7, che tra le altre cose ha anche raccolto volti e voci dei bambini lasciati fuori la porta. Un pugno nello stomaco a livello emotivo che ha colto evidentemente nel segno, annullando di fatto tutte le chiacchiere che fino a quel momento erano rimaste circoscritte.

Ecco allora l’insurrezione del tg satirico, che era stato a Lodi con Rajae Bezzaz il 28 settembre: “Ribadiamo che Striscia aveva realizzato un servizio già allora. Per evitare certe topiche consigliamo a Mentana e Formigli di seguire le nostre puntate”.

Ma cosa ha mandato su tutte le furie la trasmissione di Antonio Ricci? Soprattutto le parole dello stesso Formigli nel corso dell’intervista a Pierre Moscovici. Il giornalista ha chiesto al commissario europeo per gli affari economici di esprimere un suo giudizio sul tema “sollevato da noi la settimana scorsa”. Apriti cielo.

Peccato però che tre giorni prima, il 25 settembre, Agorà su Raitre avesse compiuto la medesima inchiesta, spedendo l’inviata Irene Benassi sul posto.

 


Finita qua? Nemmeno per sogno, dato che addirittura il 20 era stata L’Aria che tira con Tiziano Scolari ad accendere un faro sulla questione.

La verità è che non c’è trasmissione che possa attribuirsi leadership che, al contrario, spettano alla carta stampata, locale e non, pronta a fiondarsi sull’affaire mensa appena riavviato l’anno scolastico. Il piccolo schermo si è solamente messo in fila, raccogliendo segnalazioni che puntavano ad allargare la lente di ingrandimento.

Piazzapulita può pertanto vantarsi di aver sganciato la cosiddetta "bomba", generando un boato tale da costringere la politica a riscrivere la sua agenda quotidiana.

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