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Porta a Porta su L’Aquila. Peggio del previsto. In termini di ascolti e di contenuti

E’ andata peggio del previsto, la puntata di ieri di Porta a Porta. E’ andata peggio del previsto in termini di ascolti (3.219.000 telespettatori, share 13,47%) ma anche in termini di contenuti.Se ieri nel mio editoriale mi trovavo a vaticinare come una specie di Cassandra che l’evento mediatico del prime time informativo di RaiUno avrebbe

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E’ andata peggio del previsto, la puntata di ieri di Porta a Porta. E’ andata peggio del previsto in termini di ascolti (3.219.000 telespettatori, share 13,47%) ma anche in termini di contenuti.

Se ieri nel mio editoriale mi trovavo a vaticinare come una specie di Cassandra che l’evento mediatico del prime time informativo di RaiUno avrebbe potuto essere un vero e proprio scempio per l’informazione, oggi non posso che constatare – insieme, per esempio, alla Federazione Nazionale Stampa Italiana, che parla di

una delle pagine più vergognose di quello che si fa sempre più fatica a chiamare servizio pubblico

– che si è andati ben oltre il previsto e si è toccato il fondo.

La costruzione di una realtà parallela rispetto a quella che chiunque può verificare con i propri occhi a L’Aquila e nell’aquilano è un pessimo esempio di informazione, un’operazione che il servizio pubblico dovrebbe rifuggire e non perseguire e di sicuro non commentare con toni enfatici tipo: un record! un altro record! un miracolo!. Quale che sia il colore politico di un Presidente del Consiglio, non si può immaginare, in un Paese libero e democratico come dovrebbe essere l’Italia, un servizio pubblico prono e incapace di porre domande giornalisticamente rilevanti, incapace di fare vera informazione libera.