Maria José Lopez ci ripensa un’altra volta: “Ho chiesto io di lasciare Controcampo”.

L’avevamo detto, ieri. Si parla del niente, ladies and gentleman. Del niente fatto tubo catodico: ci permettiamo, allora, di riprendere l’argomento, se non altro per dovere di informazione, mentre avvenimenti ben più importanti e drammatici per la libertà d’espressione e la democrazia in Italia, avvengono tutt’intorno. Dopo meno di 24 ore dall’ultima dichiarazione che sbugiardava

Maria Jose LopezL’avevamo detto, ieri. Si parla del niente, ladies and gentleman. Del niente fatto tubo catodico: ci permettiamo, allora, di riprendere l’argomento, se non altro per dovere di informazione, mentre avvenimenti ben più importanti e drammatici per la libertà d’espressione e la democrazia in Italia, avvengono tutt’intorno. Dopo meno di 24 ore dall’ultima dichiarazione che sbugiardava Mediaset, la prima non-valletta d’Italia, Maria José Lopez, rea d’aver scapezzolato a Controcampo, torna sui suoi tacchi 12 e smentisce se stessa (e Tv, Sorrisi e Canzoni):

“Ho deciso io di andarmene e per ragioni personali. Non sono stata cacciata: avevo avvisato con anticipo di cercare una sostituta”.

Sempre ieri sostenevamo che la signorina Maria José Lopez sembrava aver capito al capello l’Italia che per poco tempo l’ha ospitata e oggi ce ne dà ulteriore ragione: l’arte, si sa, del negazionismo ad ogni costo è diventato sport istituzionale già da alcuni anni. Smentire categoricamente se stessi è la panacea per tutti i mali dialettici. La verità non esiste più e questo la fotonica cilena sembra averlo compreso al dettaglio. A questo punto, comunque, i vari passaggi dovrebbero essere stati esauriti, dal bacchettonismo cattolico (“Cielo un capezzolo!”) a quello sentimental-pecoreccio (“Ha lasciato il suo fidanzato appena raggiunto il successo!”): naturalmente sta passando sotto silenzio l’ennesimo ruolo osceno, patinato, pornocrate e delittuoso dato alla donna, quest’involucro sempre più futile, televisivamente parlando, atto solamente all’eccitamento sessuale della parte maschile dell’auditel, evidentemente quella predominante. In bocca al lupo a Melissa Satta: nella speranza che la tengano vestita per più di tre minuti d’orologio.