L’Eredità, Flavio Insinna entra in punta di piedi: toni pacati, ma tempi lunghi

L’Eredità di Fabrizio Frizzi passa nelle mani di Flavio Insinna: la prima puntata della stagione 2018-19 live su TvBlog.

La prima è andata, il ghiaccio è rotto: con la benedizione di Carlo Conti, mai come in questo caso necessario per passare le chiavi degli studi ormai intitolati a Fabrizio Frizzi, Flavio Insinna inizia la sua avventura a L’Eredità. Una missione che tutti sanno non facile, in studio e a casa. Ma Insinna entra in studio in punta di piedi: contiene l’entusiasmo anche caciarone dei pacchi, piuttosto adotta un tono quasi solenne, pure troppo, in particolare al momento dei calci di rigore.

Partiamo subito col dire che L’Eredità è una corazzata: il gioco funziona, è rodato, va avanti quasi col pilota automatico. Il che non vuol dire che il pilota non serva, anzi: basta pensare ai tanti diversi stili dei vari piloti Ferrari. Ecco, L’Eredità è una Ferrari nel panorama game italiano e vuole essere guidata, a suo modo domata.

In questo debutto Flavio Insinna ha viaggiato col freno a mano tirato, con l’approccio di chi sta facendo un giro sul macchinone dell’amico. Ci sta. Personalmente ho apprezzato. Altro, del resto, non avrebbe potuto fare, anche perché sarebbe stato vissuto (per quanto ingiustamente) come una ‘appropriazione indebita’ per buona parte dei telespettatori, che quasi sperano ancora che torni Frizzi e che quel brutto scherzo che ha giocato ai suoi amici termini presto.

Insinna, quindi, procede per sottrazione nel tono, ma non nella logorrea, che del resto è un suo tratto distintivo. Nemico del silenzio, sacrifica la tensione alla narrazione collegando ogni momento, costruendo un racconto, creando dinamiche tra sé e il concorrente più che tra il concorrente e il gioco, o meglio ancora tra il pubblico a casa e il game. Non rinuncia alla citazione finale. Senza picchi tensivi, il gioco scivola talmente liscio da arrivare ai titoli del Tg1 con la sensazione che debba ancora iniziare.

Qui però si sente la mano del montaggio: mai come oggi si sono sentiti i tagli nella costruzione della puntata. Segno che si è andati lunghi. Non sembra nasconderlo neanche Insinna sorridendo a una battuta sullo sforamento tv. Approfitto per entrare un attimo nella confezione: cambiato il tappeto musicale, forse più scuro lo studio, anche se di poco, regia rimasta sostanzialmente uguale, se non per una inquadratura diversa sul conduttore

Tempi lunghi, dunque, tono ovattato e anche un certo andamento altalenante nel rapporto con i concorrenti: da una parte soffre della tendenza delle new entries (come Corsi, per intenderci) a lodare concorrenti e risultati in fondo ‘mediocri’ (“Straordinario”, “Bravissimo”, “Complimenti”) per creare complicità e non adottare un approccio tranchant verso l’errore/l’ignoranza, dall’altra però domanda spesso “Te sei lanciato?”, quasi a verificare la preparazione reale del concorrente. Potrebbe essere il gioco ironico che ha scelto per legare con i concorrenti, immaginando di fare la domanda che farebbero da casa, e lo capiremo nelle prossime puntate; c’è però il rischio che sia solo una curiosità personale, il che tradirebbe un approccio un tantino superbo verso i concorrenti. Lo vedremo col passare delle puntate.

Insinna sta prendendo le misure per entrare in un vestito che, in fondo, non è il suo: non è un conduttore tv, ma resta profondamente un attore, il che non è un male ma un dato di fatto. Per di più i suoi predecessori erano riusciti a cucirsi un abito perfettamente su misura, pur se con stoffe e fatture diverse. Ora tocca a Insinna stare davanti allo specchio e prendere le misure: prova ad allargare le spalle, ma poi le maniche cadono troppo lunghe, accorcia i pantaloni, ma la tasca si deforma. Inevitabilmente dovrà cercare il suo stile e la sua chiave, dovrà cucirsi addosso il suo di vestito, che non dovrà e non potrà essere uguale a quello degli altri.

Per adesso è partito col piede giusto, senza strafare, almeno a quel che si vede da casa: ora viene il difficile, continuare e convincere. Dovrà far proprio il game, senza dimenticare che di questo si tratta, un gioco con ruoli e momenti, con tempi e battute, che vuole un suo ritmo e non chiede improvvisazione e interpretazione, ma calore e sincerità.

Ha tutta una stagione per far sua L’Eredità di Rai 1.

 

 

L’Eredità con Flavio Insinna, diretta prima puntata

L’Eredità riparte nel preserale di Rai 1 da oggi, lunedì 24 settembre 2018, alle 18.45 per la prima volta con Flavio Insinna alla conduzione. Tocca a lui raccogliere il testimone di Fabrizio Frizzi a sei mesi dalla scomparsa dall’amatissimo conduttore, morto lo scorso 28 marzo. Dopo l’interregno del fraterno amico di Frizzi, Carlo Conti – che per primo lo volle al suo posto nel prezioso game preserale dell’Ammiraglia -, il testimone passa a Flavio Insinna, che ha completato il suo percorso di ‘rinascita’ dopo lo scandalo fatto esplodere da Striscia la Notizia un paio di anni fa.

“Senza Frizzi i niente sarà più uguale e non lo sarà mai più. L’Eredità, oltre ad essere titolo del programma, ora ha un altro significato: racchiude l’inizio e la fine della vita. L’unica cosa che possiamo fare ora è provare ad essere all’altezza del sorriso di Fabrizio ed essere degni della sua Eredità”

ha dichiarato Insinna alla vigilia — in realtà già alla presentazione dei Palinsesti Rai – del debutto. Non sarà per nulla facile, per lui e anche per il pubblico. Vedremo se e come il programma deciderà di ricordare Frizzi dopo l’omaggio con cui Conti riprese il programma ad Aprile. E chissà se Carlo Conti passerà le famose chiavi dello studio, ora proprio intitolato a Fabrizio Frizzi, al nuovo inquilino.

L’Eredità, il game e le novità

17 edizioni, oltre 3700 puntate per uno dei format più longevi della tv italiana, considerata anche la sua quotidianità

Il game non cambia nella sostanza: i giochi iniziali sono propedeutici alla raccolta del montepremi e all’eliminazione progressiva dei sette concorrenti. Dopo il Triello e i Calci di Rigore si arriva alla vittoria del campione della serata che però guadagnerà quello che riesce a salvare dalla Ghigliottina, ammesso che indovini la parola.

Il primo gioco è il Domino Musicale:  lo scopo del gioco è indovinare quale delle parole presenti in una lista mostrata in videografica appartenga al testo della canzone proposta dal Conduttore; L’Una o L’altra, il conduttore propone a ciascun concorrente, secondo il meccanismo a giro una affermazione (di qualsiasi genere e tipo), con due opzioni di risposta; con I Fantastici Quattro, i concorrenti devono fornire le risposte esatte a domande poste dal conduttore, scegliendo tra 4 opzioni che rimangono fisse per tutta la durata del gioco (non più solo anni, dunque); infine Chi o Cosa? richiede al concorrente di individuare l’argomento (o il personaggio, il luogo, ecc.) al quale fanno riferimento le “parole-indizio” (o altro numero da definire) che i concorrenti dovranno conquistare rispondendo in maniera corretta a una serie di domande poste dal conduttore. I tre concorrenti rimasti vanno al Triello e i due che lo superano arrivano ai Calci di Rigore.

Le Professoresse sono ancora Eleonora Arosio, Laura Dazzi, Chiara Esposito e Vera Santagata.

L’Eredità, come seguirlo in tv e in live streaming

Il game, prodotto da Rai1 in collaborazione con Magnolia S.p.A, va in onda tutti i giorni dalle 18.45 alle 19.55 su Rai 1 e in live streaming sul portale Raiplay. Come vuole la tradizione, seguiremo la prima puntata in liveblogging su TvBlog.

L’Eredità, second screen

Il programma ha una pagina web ufficiale, una pagina Facebook e un profilo Twitter ufficiale, @LEredita. Gli hashtag sono  e, ovviamente, #Ghigliottina.

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