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TV, VENEZIA E DINTORNI (8): IL PROSSIMO G8 ALLA MOSTRA…

Vendo un’idea dalla Mostra Venezia ’66, da dove vengo; sono appena tornato a Roma. L’idea mi è venuta guardando una fotografia che passerà alla storia, ne sono sicuro. Una foto che , parlo per iperbole, non si era mai vista nella lunga storia della Mostra (dal 1932 ad oggi). Avevano sfilato con le[…]

Vendo un’idea dalla Mostra Venezia ‘66, da dove vengo; sono appena tornato a Roma. L’idea mi è venuta guardando una fotografia che passerà alla storia, ne sono sicuro. Una foto che , parlo per iperbole, non si era mai vista nella lunga storia della Mostra (dal 1932 ad oggi). Avevano sfilato con le truppe al Lido , Goebbels, ministro della propaganda del nazismo, a braccetto- tutti e due in divisa- con il collega nel ramo , Alessandro Pavolini, il fedelissimo di Mussolini, il capo del fascismo. Roba del passato remoto.

Ma, ripeto, una foto rivoluzionaria di questo tipo non era mai stata scattata dai volenterosi paparazzi del Lido, capaci di passare da clic a clic freddamente, da Paris Hilton a George Clooney alla Patrizia Daddario, da Jessica Hausner (la regista del miracoli senza miracoli “Lourdes”, uno dei più bei film della Mostra) a Werner Herzog. Tiriamo giù il sipario. Si tratta della foto di Hugo Chavez venuto al seguito del regista Oliver Stone, autore del film doc in cui Hugo è un miracolato del potere in Venezuale, film “South of Border”. Hugo dalla faccia larga e dal gran vocione è ritratto insieme a Michael Moore, un altro regista specializzato come Stone in doc di intervento politico e sociale. Se Michael fosse arrivato qualche giorno prima avrebbe potuto fare un gita in laguna con il premier italiano.

La foto Chavez- Moore è storica. Non ne ricordo una uguale. Mi ha messo in moto il cervello. Mi ha stimolato a pensare alla Mostra non solo come rassegna di film e di personalità o mezzecalzette (e viceversa) ma come luogo della finzione più eccelsa: quella di un G8 allargata a G?(il numero sarebbe da decidere insieme ai capi dell’Onu). Fantastico. Un kolossal. A spese della Biennale, quindi dello stato e delle istituzioni pubbliche.

I potenti della terra insieme ai potenti del cinema ( da licenziare prima o poi). I capi di stato e i leader del mondo al summit nel territorio (il Lido) delle commedie più sofisticate, commedie di rapporti, intese, programmi del presente e del futuro. Reality e talent show in nome della pellicola suprema, le Nazioni Unite, l’Onu nell’abbraccio della celluloide. Tutti i temi. Dalla pellicola (da mandare in soffitta) alla fame nel mondo.

Un’utopia. Perchè? La foto Chavez-Moore (Stone era lì accanto) fa pensare al futuro. Il cinema può anche esistere o sopravvivere, ma l’importante è che possano esistere o sopravvivere i potenti. Le biografie dei potenti potrebbero garantire una ampia galleria di facce e di facciate, come nelle vecchie dimore settentesche. Vecchi e giovani senza distinzioni. Del resto è stato proprio Cesar A. Romero a dire, con il suo ennesimo film horror, che i suoi zombie sono meglio degli umani, sono i protagonisti della politica che gli interessa da raccontare in pellicola. Merce preziosa. Film a basso costo, con nomi altisonanti; e poi dvd come se piovesse. Una lunga fila di figure note e di arrampicatori verso la notorietà che attendeno il ciak. Politici, però.

Che album di famiglia international, ragazzi, sarè quello della Mostra del 2050! Un pianeta vivo e vivace.
Vendo l’idea a prezzi stracciati. Attendo i compratori. Fra cui i più interessati, ne sono certo, saranno gli addetti ai lavori, cioè i figli dei figli di coloro che vanno da anni e adesso a Venezia. La situazione forse sarà cambiata, visti i tempi che corrono, con le tv che si prendono tutto. Il Palazzo del cinema non avrà film da proiettare ( “Lost” e “Dottor House” saranno alla milionesima puntata e avranno mandato in pensione tutti i cineasti); in platea ci sarà solitario il pubblico degli abituali avventori della Mostra,i loro nipoti e i loro pronipoti, pubblco for ever. Per vedere gli spazi bianchi degli schermi vuoti. Apocalisse? No, sulla scena avranno luogo altri summit.
Un pianeta vivo e vivace di morti viventi. Politici. Senza Romero.
Italo Moscati