Il (gioco dei) NOVE

C’è una rete nel panorama frammentato della televisione italiana che naviga “a vista” ormai da diverso tempo.

Il Nove, unica tv generalista al mondo del gruppo Discovery, si sforza di trovare una sua identità con un palinsesto fin troppo contraddittorio. Facendo un’analisi del target di riferimento si capisce che il canale è fortemente maschile (e infatti presenta prodotti internazionali come Airport security o Spie al ristorante che oscillano fra l’1 e il 2%) e tendenzialmente under 45.

Nonostante questo dato, la rete ha provato a smarcarsi da un target troppo simile a quello della “sorella” Dmax con operazioni importanti come quello con Virginia Raffaele (e il suo “Come quando fuori piove”). Un tentativo che l'altro ieri è giunto al suo secondo appuntamento e che ha portato un dato decisamente inferiore alle attese (1.41% con poco più di 300.000 spettatori).

Considerando che anche l’access prime time (Chi ti conosce con Max Giusti) è stato pensato da classica tv generalista (sembra un programma da RaiUno - target donne, over 55) e i risultati lo confermano (media dell’1% contro il dirimpettaio Guess My age che, in una rete più “accesa” come Tv8 viaggia sopra il 2%), la domanda nasce spontanea, come direbbe il buon Antonio Lubrano: perché non costruire un palinsesto più coerente senza la “voglia” (poco umile) di imitare le corazzate generaliste?

Non è un caso che “Operazione Nas” (in seconda serata) o “Camionisti in trattoria” (in prima serata), che cercano un pubblico più maschile e “di nicchia” superano abbondantemente il 2%. L’augurio è che un gruppo così forte e giovane come Discovery trovi la strada giusta per regalare al Nove gli stessi successi che in passato è riuscita a confezionare per Real Time e Dmax.

D'altronde diceva Diego Armando Maradona: I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.

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