Royal Pains: il dottore a servizio che alleggerisce il medical arriva su Joi

Royal PainsAvere una seconda opportunità in quello che si sa fare meglio: ciò che desideriamo a volte tutti diventa realtà per Hank Lawson, protagonista di "Royal Pains", serie che ha debuttato da soli tre mesi su Usa Network e che arriva in Italia da stasera alle 21 su Joi.

Incontriamo il protagonista (interpretato da Mark Feuerstein, "3 libbre") quando ancora è uno stimato chirurgo di un pronto soccorso di New York. La vita gli sorride: successo nel lavoro, buoni amici e una donna pronto a sposare lo rendono felice. I guai cominciano quando un ricco paziente sotto le sue cure, finanziatore dell' ospedale, muore mentre Hank si sta dedicando ad un ragazzo collassato di fronte a lui durante una partita di basket. La direzione ospedaliera non può accettare un "simile comportamento", ed Hank viene licenziato in tronco.

Lasciato inoltre dalla sua ragazza, per Hank la possibilità di ricominciare arriva dal fratello -festaiolo- Evan (Paulo Costanzo, "Joey"), che lo invita ad una festa negli Hamptons, dove i ricchi newyorchesi passano le loro vacanze di lusso. Qui il destino fa il suo lavoro, ed una serie di eventi porteranno il protagonista a guadagnarsi la fiducia di un ricco uomo d'affari di nome Boris (Campbell Scott), che lo inviterà a passare l'estate nella sua depandance e a dedicarsi alle emergenze dei suoi vicini di casa, diventando così un "medico a servizio" di quella gente il cui potere gli è costato il primo lavoro.

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Evan ed Hank si trovano così in un mondo per loro nuovo, al quale però si abitueranno molto facilmente. Chi vive negli Hamptons è sì ricco e viziato, ma non solo. Ed Hank, grazie all'aiuto di Jill (Jill Flint, che abbiamo anche visto quest'estate in "Nurse Jackie"), direttrice dell'ospedale locale, cercherà anche di dare una mano a coloro che non possono permettersi le cure di cui avrebbero bisogno. Ed in un batter d'occhio nasce la HankMed, che vede completarsi nel suo assetto grazie alla presenza di Dyvia (Reshma Shetty), assistente medica del protagonista.

"Royal Pains" in America si è concluso da poco segnando ascolti molto positivi per Usa Network: una media di sei milioni di telespettatori sono serviti a garantirne una seconda stagione, sempre all'insegna di una leggerezza inusuale per una serie medica.

Quello che colpisce di questo telefilm è infatti il modo col quale le varie emergenze vengono affrontate: il pathos c'è, ma ogni situazione viene gestita dal protagonista così a sangue freddo che la componente drama tipica dei telefilm di questo genere lascia spazio ad una maggiore rassicurazione.

Il che non è detto che sia un difetto: la serie si fa vedere senza troppi problemi, è spensierata, adatta ad un periodo estivo e che fa sognare grazie ai suggestivi panorami che ci offre. Certo, le storie sono inzuppate anche fin troppo nel lieto fine, così come il protagonista cerca di fare il Robin Hood della situazione proponendoci nulla di nuovo nel panorama telefilmico.

Però è forse proprio questa mancanza dichiarata di novità che non illude e permette di vedere "Royal Pains" senza troppe aspettative. E per chi è in astinenza da medical drama, potrebbe essere un modo per ingannare l'attesa prima che i veri pezzi grossi del genere tornino in onda.



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