Naufraga l'esperimento Fox di portare Twitter sul piccolo schermo, per Fringe e Glee


Non mi ha meravigliato molto che l'esperimento di portare Twitter in televisione si sia rivelato il momentaneo fallimento che Fast Company ha giustamente sottolineato. Anche se dovrei dire meglio "portare Twitter sul televisore", visto che il problema principalmente lamentato in giro per la rete ha riguardato proprio l'invasività sullo schermo del flusso di messaggi sperimentale (come potete vedere nella foto).

Le repliche estive di Fringe e di Glee che sono state "beneficiate" dei messaggi Twitter in sovraimpressione, derivanti dalle attività di due account dedicati (questo per Fringe e quest'altro per Glee) hanno scontentato tutti.

Da una parte il pubblico occasionale, che non ci ha messo un attimo a cambiare canale, quando ha visto metà dello schermo occupata da una grafica che neanche il più sadico dei sottotitolatori notturni di serie avrebbe mai utilizzato. Dall'altra gli affezionati, i fan, che non solo si sono dovuti sorbire la detta grafica, ma anche critiche non sempre leggere agli show in questione, proprio mentre la scena che volevano tanto rivedere era finalmente di nuovo in onda. Nella migliore delle ipotesi, insomma, una distrazione; nella peggiore, una possibilità di offesa.

E' un vero peccato, perché la faccenda, se gestita in maniera più discreta, sarebbe stata davvero una bella innovazione e un'opportunità di assottigliare la linea che separa i due mondi del web e della tv di qualche spanna ancora. Del resto, nulla è perduto. Non solo si trattava di repliche estive, ma anche degli utenti estivi di Twitter.

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